HomeLife&StyleDiabete, condurre una "buona vita" tra rinunce, soddisfazioni e richiesta di innovazione

Diabete, condurre una “buona vita” tra rinunce, soddisfazioni e richiesta di innovazione

In Italia si stima che siano circa 5 milioni i pazienti affetti da diabete, patologia cronica a gestione complessa, con un costo per il Servizio sanitario nazionale stimato intorno ai 9 miliardi senza considerare le spese indirette. Una spesa procapite per paziente più che doppia verso un pari età non malato ed è causa di 73 decessi al giorno in Italia, per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti.

Per fare chiarezza sulla attuale situazione italiana, si è svolto il webinar “Buona vita da malato di diabete. Tra rinunce, soddisfazioni e richiesta di innovazione”, organizzato da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Sanofi, Novo Nordisk, AstraZeneca, Medtronic e Ascensia Diabetes Care, nell’ambito di una serie di eventi svolti a ridosso della ‘Giornata Mondiale del Diabete’ atti sia a sensibilizzare la popolazione su questa importante malattia sia perportare all’attenzione dei decisori politici delle fattive proposte per migliorare l’apporto clinico del SSN a questi pazienti. Durante questo webinar gli esperti clinici ed i rappresentanti delle associazioni dei pazienti si sono confrontati sull’apporto delle nuove tecnologie nel monitoraggio e nel trattamento del diabete.

Le nuove tecnologie sono entrate a far parte anche in Italia dei trattamenti ma ci sono ancora troppe disparità territoriali come sottolineato da Ernesto Rossi, Consigliere Nazionale Amd: “Purtroppo In Italia abbiamo una discrepanza di trattamento che non va assolutamente bene. Le associazioni dovrebbero porre le proprie richieste a livello nazionale e far sì che l’assistenza diabetologia sia data in maniera omogenea su tutto il territorio, indipendentemente dalla Regione in cui si vive”.

Le nuove tecnologie comprendono anche i metodi di televisita e telemonitoraggio, ma l’esperto avverte: “Il rapporto attuale tra medico e paziente – dichiara Rossi – deve rimanere invariato, la telemedicina può essere un supporto, ma non si può sostituire al rapporto clinico tra medico e paziente perché visitare di persona il paziente deve rappresentare ancora oggi il compito primario del medico curante”.

Se da un lato è necessario mettere a disposizione le nuove tecnologie in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale dall’altro necessario valutare su quali pazienti possono avere un reale effetto benefico come spiegato da Fabiano Marra, Vice Presidente AGD Italia: “E’ vero che la tecnologia ha portato vantaggi enormi in adeguatezza nel trattamento della terapia, però è anche vero che la tecnologia non è per tutti quanti e soprattutto non tutti quanti riescono a trarre dalla tecnologia dei buoni risultati. Bisogna quindi saper distinguere pazienti elegibili per la tecnologia e chi non può esserlo ed è poi necessario un feedback sul medio periodo su chi è stato considerato elegibile per valutare riesce a mantenere un adeguata aderenza alla cura”. Quando si parla di nuove tecnologie si parla anche di investimenti necessari, ma se la tecnologia produce risparmi non servono investimenti ma uno spostamento della spesa attuale “Se si riuscisse – prosegue Marra – a fare un’analisi di lungo respiro sui vantaggi di salute e di sostenibilità dovuti alle nuove tecnologie non ci sarebbero problemi economici per comprare tutti gli strumenti tecnologici disponibili”.

 

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Redazione
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