Il brand Italia è conosciuto nel mondo anche per il grande e diversificato patrimonio vitivinicolo diffuso lungo tutto lo Stivale. Ma accanto alla produzione enologica, sempre più improntata alla qualità, si è fatta strada negli ultimi anni anche una forma di turismo che oggi rappresenta un asset strategico per lo sviluppo della vitivinicoltura italiana. Un caleidoscopio di vitigni e di vini che, anche a seguito dell’approvazione del decreto del 12 marzo 2019, che disciplina il settore, permetterà certamente di esprimere al meglio le potenzialità espressive delle risorse presenti sul territorio.
Il volume “Turismo del vino in Italia”, pubblicato da Edagricole del gruppo editoriale Tecniche Nuove, propone la storia, la normativa e le buone pratiche in materia. Autori della ricerca a quattro mani sono Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini. Il primo, salentino di nascita, senatore e presidente della 14a Commissione permanente – Politiche dell’Unione europea, ha presentato diverse proposte di legge in materia vitivinicola, tra cui l’introduzione di “storia e cultura del vino” come materia nelle scuole e le norme per la disciplina delle attività di enoturismo e oleoturismo. La seconda ha fondato nel 1993 il “Movimento del turismo del vino” e ha inventato “Cantine aperte”, l’evento che ha lanciato l’enoturismo. Oggi insegna turismo del vino nei Master post lauream di tre università e conduce la sua azienda vitivinicola. Nel 2016 è stata eletta Presidente Nazionale delle Donne del Vino.
Il volume si apre con l’inquadramento normativo e concettuale dell’enoturismo, descrivendone la storia e seguendo l’iter che ha portato alla normativa nazionale, oggi in vigore, e che dovrebbe portare il settore a sviluppare al meglio le sue eccellenze territoriali. Nello specifico, ampio spazio è riservato ai commi 502-505 della Legge di Bilancio 2018 e al Decreto sulle Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.
La trattazione, dopo avere delineato i tratti di “Cantine aperte”, del Movimento Turismo del vino, delle “Strade del vino” e dei turisti del vino, prosegue, poi, con i consigli per collocare la propria cantina tra le wine destination più frequentate e per organizzare l’attività secondo i criteri più efficaci. Utili indicazioni, quindi, per gli imprenditori che potranno approfondire le tematiche legate alla preparazione del personale, all’organizzazione della struttura e, in genere, al quadro di riferimento professionale per sfruttare al meglio le opportunità del settore. Il testo propone anche un focus dedicato alle nuove esigenze determinate dall’emergenza Covid – 19.




















