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ArcelorMittal, Invitalia e le tre clausole sospensive: siamo in una terra di mezzo

Da un lettore tanto informato, per motivi personali e lavorativi, quanto giustamente titolato a parlare della vicenda, riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento sulla vicenda dell’accordo dell’ex-Ilva tra ArcelorMittal ed Invitalia.

Caro Direttore,

scrivo in relazione al Vs. articolo in oggetto per far notare che in realtà l’efficacia dell’accordo tra Governo, Invitalia e ArcelorMittal relativamente all’acquisizione di Ilva in a.s. a termini di legge è sospesa.

Secondo quanto riporta ilsole24ore.com il detto accordo contiene infatti ben tre clausole sospensive, due delle quali riguardano delibere della magistratura, ed in particolare la revoca dei sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto e l’assenza di misure restrittive nei confronti di AM InvestCo nell’ambito dei procedimenti penali in cui Ilva é imputata.

Ora, a meno che l’Esecutivo non eserciti pressioni indebite sulla Giurisdizione, non possono farsi previsioni né sugli esiti né sui tempi di giustizia di quanto sopra, anche perché non é improbabile che gli esiti -qualsiasi essi siano- siano oggetto di impugnazione.

Di fatti quindi allo stato ciò che appare certo é l’entrata al 50% di Invitalia in AM InvestCo dietro pagamento di 400 milioni di euro e la gestione tramite contratto di affitto da parte di AM InvestCo degli asset di Ilva in a.s., mentre l’efficacia della parte restante dell’accordo è sospesa, anche perché il piano industriale sinteticamente prospettato pare accrescere le emissioni inquinanti invece di ridurle ed evidentemente ciò contrasta con l’auspicata favorevole risoluzione della clausole sospensive.
Si è quindi di fatto in una terra di mezzo senza sapere per quanto tempo questa situazione permarrà.

Mi sono permesso di sottolineare questo aspetto dato che finora ho messo a disposizione le mie competenze e capacità senza chiedere nulla in cambio per mero spirito di servizio, quindi per un’ultima volta mi é parso opportuno intervenire anche se, come ben si capisce, non é possibile protrarre lo spirito di servizio all’infinito.

Con un sentito in bocca al lupo per la “battaglia per Taranto”, distintamente

Alberto Pratesi

 

Caro dottor Pratesi, è molto utile ed interessante il suo intervento, che pubblichiamo integralmente. Ed è assolutamente corretto. Quello che ha sottolineato nella serata di ieri il presidente Michele Emilliano, che rappresenta un pensiero molto diffuso e condiviso in regione e non soltanto a Taranto, è la sorpresa di un progetto complessivo per un sito che, giocoforza, è il volano di una intera comunità, adottato senza tenere in considerazione adeguatamente le istanze e le richieste che proprio da quella comunità pervengono. E del resto se gli investimenti e la progettazione dello sviluppo futuro della Comunità Europea va verso una evidente e necessaria sostenibilità, non si capisce perchè ci si debba muovere in maniera difforme. Meglio, contraria, rispetto a queste possibilità, anche economiche. Ma naturalmente siamo, come ha ben detto Lei, siamo in una terra di mezzo a tempo indeterminato. E questo per Taranto capirà bene che è tutto tranne che un bene.

La ringrazio per il suo intervento.

Fabio Paparella

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