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L’allarme di Anci Puglia: “Shopping e pranzi in famiglia possono essere veicoli di contagio del virus”

Negozi aperti, pomeriggio di shopping nelle vie del centro, locali che hanno la possibilità di intrattenere i proprio clienti con tavolini e le persone che non hanno voglia di restare chiusi in casa dopo un anno da questo punto di vista davvero terribile. E a 10 giorni dal Natale, soprattutto nelle grandi città, la preoccupazione per gli assembramenti e per quella che già si prepara come la terza ondata della pandemia da coronavirus è cosa ben presente.

Aperitivi e shopping natalizio la fanno da padrone e, come tante immagini hanno dimostrato sul web e sui media nazionali e locali, le strade si sono riempite di persone che, perlomeno di domenica mattina, hanno messo scarpe e cappotti e sono usciti.

Un attegiamento che a Domenico Arcuci è apparso incosciente:”Non fateci più vedere foto come quelle di oggi: dobbiamo evitare tutti che la terza ondata abbia luogo. Sarebbe complicato iniziare la campagna delle vaccinazioni con un nuovo inasprimento della curva epidemica”.

Gli esempi sono molti. A Roma l’area della Fontana di Trevi è stata chiusa a causa della troppa folla che non consentiva “il rispetto del mantenimento della distanza di sicurezza”. Ed ancora i navigli di Milano si sono riempiti all’ora dell’aperitivo, ma anche le stradine del centro di Napoli, o via Sparano a Bari, il lungomare delle città costiere…

In Puglia l’allarme sui pranzi domenicali e sugli assembramenti come possibili (anzi certi, stando ai dati) veicoli di contagio del Coronavirus. A parlare è il presidente di Anci Puglia Domenico Vitto.

Per il presidente dei sindaci pugliesi “c’è una preoccupante tendenza. Molti degli ultimi contagi sono avvenuti a pranzo la domenica. A pranzo le mascherine si abbassano per mangiare, spesso ci si riunisce in spazi ristretti non arieggiati: il contesto ideale per far correre il coronavirus”.

“La nostra vita è fatta di abitudini, di routine. Ci sono momenti in cui le abitudini possono costarci caro. La forma più alta di amore per i nostri genitori e i nostri nonni sta nel non andare a mangiare da loro, nel non fare tavolate enormi, nell’indossare la mascherina nelle visite necessarie”. “Non dobbiamo fornire al virus occasioni d’oro, soprattutto durante le festività. Non siamo robot e tutto questo avrà un costo emotivo altissimo, ma è il momento di mettere da parte le abitudini per salvare la più sacra delle abitudini, la vita”, ha aggiunto il presidente di Anci Puglia.

Ma riusciremo a far passare messaggi come questo?

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Redazione
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