“Quello che accade nell’ARIF, l’Agenzia Regionale Idraulico Forestale della Regione Puglia, ha dell’incredibile. Che vi fosse disparità di trattamento tra i dipendenti lo avevamo detto più volte, ma mai avremmo voluto assistere a fatti così indecenti”.
E’ quanto denuncia Antonio Gagliardi, segretario generale della Flai Cgil Puglia. Lavoratori ARIF con contratto idraulico-forestale (la quasi totalità della forza lavoro dell’Agenzia), sono costretti a ricorrere innanzi al giudice del lavoro fino al terzo grado di giudizio per vedersi riconosciuto un diritto contrattuale; non è così per altri dipendenti della stessa Agenzia che ricorrono per indennità non previste. Azioni patrocinate quasi sempre dallo stesso legale, con atti che troppo facilmente giungono a transigere o si fermano al primo grado di giudizio, unicamente perché l’ARIF viene condannata contumace, con evidente spreco di risorse pubbliche. Non sarà giunto il momento che qualcuno in Regione Puglia si ponga degli interrogativi? Non sarà il caso che la Corte dei Conti attenzioni la vicenda per danno erariale?”.
“Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato – rincara Gagliardi -. La ciliegina sulla torta di questa inconcepibile situazione è rappresentata da richieste senza fondamento. Infatti, parte del personale distaccato presso ARIF avanza pretese per il riconoscimento della indennità chilometrica e di funzione che sono istituti contrattuali tipici della contratto integrativo idraulico-forestale, ottenendo esito positivo semplicemente perché l’Agenzia preferisce transigere o, peggio, non si oppone nonostante le sentenze della Corte d’Appello. Tanto paga Pantalone”.
Intanto, dalla Flai Cgil ricordano che sono trascorsi due anni dall’invio della piattaforma unitaria di Fai Flai e Uila di Puglia per il rinnovo del Contratto Integrativo, ancora fermo al palo: “Prima la pantomima della delegazione trattante dell’ARIF che, in realtà, si è scoperto non avere alcun mandato per chiudere il rinnovo; poi le diverse sollecitazioni nei confronti di una dirigenza che apparentemente dimostra disponibilità, ma che nei fatti latita”.
“È inaccettabile – conclude Gagliardi – che non si voglia comprendere quale sia il valore sul piano sociale, oltre che economico, quando si tratta di rinnovare un contratto, tanto più se scaduto da quattro anni. Quello dei lavoratori idraulico-forestali, che esprime profili e figure professionali specifiche che altri contratti non hanno, consente alla Puglia di essere all’avanguardia nei servizi e nelle attività di cura, tutela e salvaguardia del territorio forestale e delle aree rurali. Basti pensare al ruolo fondamentale che queste donne e uomini svolgono per garantire le attività irrigue delle aziende agricole impegnate nelle produzioni di eccellenza che la nostra regione esprime, anche con lusinghieri risultati per l’export, o l’immane lavoro che nella stagione estiva profondono per argine gli incendi capaci di mandare in fumo migliaia di ettari di aree boscate e pinetate. O, ancora, il penoso lavoro che è necessario compiere per contrastare gli effetti nefasti della Xylella Fastidiosa sugli ulivi infetti. La Regione Puglia, con la legge di Bilancio, ha stanziato ben 40 milioni di euro a favore di ARIF per il 2021: ai lavoratori va riconosciuta reale dignità nei fatti. In tutto ciò la pubblica amministrazione ha una responsabilità enorme”.











