L’esperimento Draghi parte in pompa magna, oltre il 70% di consensi nel Paese e quasi tutto l’arco parlamentare a suffragio di un esecutivo che toglie – ancora una volta – le castagne dal fuoco alla Politica, quell’arte sacra di decidere in nome e per conto dei cittadini, sacrificata sull’altare dei tecnicismi e delle burocrazie. Anche i più duri e puri del sovranismo si sono convertiti all’europeismo, in questa fase pandemica.
Si dice che l’ex Presidente BCE sia uomo di altissimo profilo e saprà gestire al meglio i Recovery Fund, e il suo curriculum e la sua storia sono pronti a dimostrarlo. Il punto è un altro, la nave del basta euro salpava in direzione ostinata e contraria, ha raccolto voti, consensi, studi, professori, richiamando misure diametralmente opposte. Adesso in un baleno tutto è sparito, dimenticato, occultato. “Non possiamo tenere Ronaldo in panchina”, si è detto, ma anche quando gioca in squadra avversaria?
Fallito il Conte ter ci ritroviamo in una situazione più simile ad un Monti bis, ancora però qualcuno obietta: “Questa volta i soldi sono da spendere, lì c’era da tagliare”. Tuttavia chi ha buona memoria e non è inebriato dall’assalto al governissimo dell’ultima ora, ricorderà quali fossero i propositi finanziari della lettera Trichet-Draghi dieci anni orsono. Oggi, si propone di dividere il debito “buono da quello cattivo”, di non sussidiare le “aziende zombie”, e quindi i danari (vincolati) arriveranno per misure ben precise.
Improduttiva è la spesa sociale, come la cassintegrazione, Quota 100, il reddito di cittadinanza, i ristori, la Naspi, giusto per citare provvedimenti in voga questo periodo. C’è da non prorogare erga omnes il blocco dei licenziamenti, ci sono imprese da non aiutare più a stare in piedi, perché s’è deciso che post Covid-19 non potranno sopravvivere. C’è un vecchio mondo che collassa e uno nuovo che nasce, un prezzo da pagare e nessuno che vuole accollarsi la responsabilità, metterci la faccia.
Per questo, anche se a denti stretti si ribadisce che la via maestra è il voto, nei fatti ci si organizza per un’altra legislatura. L’ex Ministro delle Finanze ellenico, Gianīs Varoufakīs, in un’intervista per Radio Popolare ha sentenziato:
“Draghi è al servizio dell’ordine finanziario, penso che ogni democratico in Italia debba opporsi al suo Governo. Ricordo bene quando Draghi (all’epoca presidente della Bce, ndr) fu decisivo nella chiusura dei bancomat in Grecia, così da impedire che il popolo greco decidesse liberamente nel referendum in cui si decideva la posizione da tenere nei confronti di Bruxelles.
È già successo con Mario Monti, un altro uomo intelligente il cui governo tecnico ha agito come voleva la Troika, altrimenti sarebbe arrivata la Troika vera e propria. Indubbiamente Draghi è intelligente e molto competente, molto bravo a raggiungere i suoi obiettivi. La grande tragedia del popolo italiano è che i suoi obiettivi sono nemici degli interessi della grande maggioranza degli italiani.
Draghi non sarà autonomo, come non lo era l’ex premier Monti. Dovrà riferire a partiti che ormai sono degli zombie ma soprattutto a Bruxelles e Berlino. Potrebbe anche avere una sembianza abbastanza keynesiana e socialdemocratica, in pubblico magari incolperà perfino Bruxelles, Francoforte e Berlino di non sostenerlo abbastanza, ma eseguirà tutti i loro imperativi”.











