Quella di stamattina è stata una giornata di proteste e manifestazioni in corso Vittorio Emanuele a Bari.

In piazza prefettura la protesta della FEDAS (Federazione Azienda Spettacolo Italia) e a non più di cento metri di distanza, ai piedi del “cavallo con gualdrappa” (scultura di Mario Ceroli) la protesta degli operatori per gli spettacoli viaggianti.

Due categorie fortemente penalizzate dalle varie ordinanze e DPCM, che vogliono fare sentire la loro voce alla cittadinanza ma soprattutto alle istituzioni.

Forse non è un caso se le due organizzazioni hanno deciso di scendere in piazza lo stesso giorno e sulla stessa strada, anche se a pochi metri di distanza.

I motivi che uniscono la contestazione della FEDAS e gli artisti del luna park, sono gli stessi.

“Vogliamo riaprire e piano piano iniziare a lavorare. Siamo fermi da un anno e non ce la facciamo più ad andare avanti”, le parole di un giostraio. “Con tutte le attenzioni dovute, abbiamo bisogno di riprendere le nostre attività, altrimenti il nostro settore muore”, sostiene un operaio del settore spettacoli.

Le manifestazioni non sono passate inosservate agli occhi dei cittadini anche per la loro scienografia.

La FEDAS ha allestito un cimitero, con tombe, corone di fiori e attrezzature per gli spettacoli su ogni tomba.

E i giostrai, hanno allestito un luna park, con palloncini, giostre e zucchero filato.

Una protesta civile, simpatica e forte per i suoi motivi.

Tra l’altro, una manifestazione fatta da due categorie che ci regalano sorrisi e belle emozioni, non poteva essere diversamente.

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