HomeCulturaIl Teatro delle bambole porta in radio "I racconti di Canterbury"

Il Teatro delle bambole porta in radio “I racconti di Canterbury”

Un’inziativa di Andrea Cramarossa e Federico Gobbi in radio l'ascolto dei racconti di Geoffrey Chaucer

Tempo di pandemia, tempo di lockdown e di domicilio coatto: imprese e attività commerciali in ginocchio, inevitabilmente, ma grossi problemi anche nel campo della cultura che produce lavoro al pari di tante altre attività. Niente attività teatrali significa che musica, danza e prosa possono finire solo sui canali televisivi (raramente in diretta) o sul web in streaming. E c’è chi si inventa anche di portare teatro nei cortili correndo su una bici con zaino in spalla come un rider. E allora perché non in radio, alla maniera dei vecchi tempi, quando la televisione non esisteva e le commedie venivano recitate davanti ai microfoni degli studi radiofonici: è lì che hanno cominciato attori come Nando Gazzolo, Romolo Valli, Tino Carraro, Vittorio Caprioli, per citarne alcuni..

L’idea luminosa si è accesa nella testa di Andrea Cramarossa e Federico Gobbi del “Teatro delle bambole”, sulla scia del principio che se il pubblico non può andare in teatro è il teatro che va dal pubblico. Il proposito è quello di “riportare al centro un ascolto più profondo”, offrire l’opportunità di valorizzare la bellezza della parola.

Come tema sono stati scelti “I racconti di Canterbury”, opera fondamentale di Geoffrey Chaucer, considerato il padre della letteratura inglese: nel sec XIV, quando la poesia in Inghilterra si scriveva ancora in latino e francese, Chaucer elevò il “volgare” degli Anglosassoni a lingua letteraria ufficiale. Fu uno dei primi ad usare il pentametro giambico in Gran Bretagna, fino a farlo diventare un canone della poesia inglese. Dei previsti 120 racconti ne furono scritti solo 22 (2 in prosa gli altri in versi), mentre altri 22 rimasero incompiuti. C’è grande varietà di generi: si va dalla poesia cortese alla satira, si passa da novelle grossolane a storie di santi. E’ un interessante spaccato della società borghese del 1300, secolo che vide circolare la peste in molti paesi europei. Più o meno si può trovare riferimento alla nostra pandemia, che all’epoca sarebbe stata classificata come pestilenza. Lo stesso Chaucer si ispirò molto al Decamerone di Boccaccio, 100 novelle raccontate da dieci personaggi rinchiusi in casa per sfuggire alla peste nera. Nel caso dei racconti inglesi si tratta di 30 viandanti, diretti in pellegrinaggio a Canterbury alla tomba di San Tommaso Beckett, che i incontrano in sosta in una taverna. Il sistema organizzativo della trama è, guarda caso, lo stesso nel Decamerone e nei “Racconti”, quello a cornici.

Il Teatro della Bambole è nato 18 anni fa con l’intento di tentare un approccio innovativo all’arte drammatica, senza concedere sconti a favore di rappresentazioni ordinarie e convenzionali. Le rielaborazioni diventano altrettante opere originali tutte da scoprire e da filtrare attraverso le proprie esperienze e cognizioni culturali. Il progetto dei “Racconti” nasce dalla necessità di “riabituarsi ad ascoltare sé stessi – dice Cramarossa – per creare qualcosa che arriva dal profondo e che l’arte del narrare aiuta a svelare”. In sostanza si tratta di tornare alle emozioni pure, quelle che solo la voce umana è in grado di plasmare prendendo le distanze dalle voci sintetiche di un computer. E’ uno stimolo alla conoscenza.

I “Racconti” stanno andando in onda dal 28 febbraio con cadenza bisettimanale su Radiomadonellenberg, radio libera del Rione Madonnella gestita dall’Associazione “Punti cospicui”. Si possono seguire per l’intera giornata di trasmissione sul link disponibile sulla pagina Facebook “Racconti di Canterbury Radio Tales”. L’ascolto è gratuito. L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Puglia e dall’Associazione “I presidi del libro”. La prossima narrazione è prevista domenica 11 con il “Racconto dell’allodiere”. La rassegna si concluderà il 25 aprile.

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