Il Processo Ambiente Svenduto è arrivato a sentenza. Nella mattinata di oggi la Corte d’Assise di Taranto ha emesso la propria decisione giudicando gli imputati colpevoli del presunto disastro causato dall’Ilva sotto la gestione dei Riva.
Pene molto pesanti sonos tate comminate nei confronti degli ex proprietari delle acciaierie: i giudici hanno Fabio Riva a 22 anni di reclusione e Nicola a 20 anni. A Girolamo Archinà, sono stati inflitti 21 anni e 6 mesi. Ai fiduciari dell’acciaieria – una sorta di “governo ombra” dei Riva – sono stati inflitti 18 anni di pena, mentre l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata in concorso, ha ricevuto una pena di 3 anni e 6 mesi. Condannato anche l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, è stato condannato a 3 anni. L’ex consulente della procura Lorenzo Liberti, accusato di aver accettato una tangente di 10mila euro per “ammorbidire” una perizia sul siderurgico, ha ricevuto una pena di 15 anni. Condannato anche l’ex direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato.
Pene leggermente inferiori alle richieste fatte dall’accusa, che aveva chiesto 28 anni per Fabio Riva e 25 anni per Nicola Riva, mentre per Vendola erano stati chiesti 5 anni di carcere.
E’ stato invece assolto invece il prefetto Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva per un periodo. All’Ilva è stata comminata una sanzione di 4 milioni euro e lo stabilimento è stato confiscato.











