HomeCronacaLecce, ancora una aggressione a medici. Il grido di allarme dell'Ordine provinciale

Lecce, ancora una aggressione a medici. Il grido di allarme dell’Ordine provinciale

Ancora una volta i Medici salentini sono indignati per l’ennesima aggressione di cui è stata vittima la Continuità Assistenziale di Lecce nella notte scorsa quando un uomo di 38 anni di nazionalità afghana, in evidente stato di alterazione psichica, è arrivato come una furia e ha danneggiato la porta d’ingresso. La dottoressa presente sul posto, insieme a u’altra collega, è riuscita a scappare e a dare l’allarme mentre l’uomo continuava a colpire scrivania, sedie, arredi.

Dopo il gravissimo episodio è il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Lecce Donato De Giorgi.

“Le postazioni sanitarie (specialmente nell’urgenza) stanno diventando da risposte straordinariamente importanti per garantire la salute in un momento particolarmente difficile, a obbiettivo immediato della conflittualità dei cittadini nei confronti del sistema sanitario, spesso in difficoltà. Sottolineamo basiti la scarsa attenzione che le strutture istituzionali intendono dedicare alla sicurezza della Continuità Assistenziale (Guardia Medica)”.

“In essa – dice De Giorgi – come in tanti altri Presidi dedicati all’urgenza, giovani medici si trovano spesso da soli e isolati ad affrontare non solo e non tanto situazioni cliniche complesse, ma spesso disagio sociale, aggressività, violenza che solo raramente giunge alla notorietà dei media. In realtà circa il 65% delle Sedi di C.A. dell’intero Salento necessita di importanti e improrogabili interventi di ristrutturazione, adeguamento, gestione di interni, accoglienza, ecc. In alcuni casi anche i sistemi di sicurezza appaiono completamente inadeguati. Deve essere chiaro che l’OMCeO non tacerà assolutamente: non si stancherà di ricordare che le attuali normative di Legge prevedono un significativo aggravamento delle pene per chi aggredisce un Operatore Sanitario. Con il Prefetto, la ASL e le Forze dell’Ordine è stato da tempo concertato un tavolo tecnico, che deve immediatamente essere riattivato e contestualizzato. L’OMCeO, chiedendo con forza un accorato e urgente intervento delle istituzioni, rivendica la centralità, l’efficienza e la dignità di un servizio assistenziale di primaria importanza come la C.A. (con essa i P.S., il 118, le rianimazioni, ecc.), indispensabile se si vuole veramente offrire al territorio l’opportunità di gestire l’assistenza primaria in modo reale, centrale, sicuro ed adeguato”.

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Redazione
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