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La grande danza contemporanea per il Festival Pandémoni al Nuovo Teatro Abeliano di Bari

Domenica 27 e martedì 29 giugno, alle ore 20.30 al Teatro Abeliano, prosegue con la grande danza contemporanea il Festival multidisciplinare “Pandèmoni”, ideato da Vito Signorile ed inaugurato a fine maggio dalla Compagnia ResExtensa diretta da Elisa Barrucchieri.

Il 27 giugno nella stessa serata si esibiranno la Mandala Dance Company di Paola Sorressa in “Discovering” alle 20:30 e a seguire alle 21.15 la Megakles Ballet di Salvatore Romania e Laura Odierna in “Agua”.

Il 29 giugno alle 20.30 sarà la volta di “Quartetto per la fine del tempo” della Compagnia EgribiancoDanza di Raphael Bianco, seguito alle 21.15 da “Garbage Girls” della Compagnia E-motion Gruppo Phoenix di Francesca La Cava.

“Discovering” – Mandala Dance Company di Paola Sorressa

Con il concept, la regia e le coreografie di Paola Sorressa, le scenografie, il disegno luci e il video editing di Lucien Bruchon, sulle musiche di Boathouse, Brambles, Debussy, Dreyma, Miller, Nature Boy Flako, WMD, Phil France, la nuova produzione di Mandala è danzata e interpretata da Elisabetta Cipriani, Paola Foresi e la stessa Paola Sorressa. A 50 anni di distanza dal primo passo dell’uomo sulla Luna, evento che ha cambiato la storia dell’Umanità e il suo modo di relazionarsi con lo spazio, il tempo e la gravità, “Discovering” è una riflessione su cosa spinge l’Uomo ad andare oltre i suoi confini e superare i propri limiti.

“Agua” – Megakles Ballet di Salvatore Romania e Laura Odierna

È una riflessione sul concetto di resilienza, cioè la capacità di un sistema di adattarsi al contesto e definire forme di r-esistenza per superare le criticità. Così per una sorta di analogismo nasce un movimento fluido come l’acqua che penetra la forma e ad essa si adatta investendone lo spazio con tratti precisi, esigenti, ma anche ardenti, con un corpo manipolato, gettato al suolo, accarezzato, vissuto in ogni particolare, mai avulso da una sottile importanza evocativa ed impatto emotivo. È una visione che intuisce nelle arti performative una forma di resilienza possibile che rende immuni all’alienazione e alimenta i sogni. È un’opera coreografica che spazia nel linguaggio coreutico contemporaneo, mantenendo salda un’identità artistica precisa, forte, ma sempre aperta al dialogo con altre visioni e altre identità.

“Quartetto per la fine del tempo” – Compagnia EgribiancoDanza di Raphael Bianco

Ispirato all’omonima partitura di Olivier Messiaen, questo lavoro coreografico racconta di quattro personaggi, che fluttuano ognuno su una propria isola, preparano in solitudine il proprio corpo per affrontare gli altri, a dovuta distanza, nella misteriosa e affascinante impossibilità di toccarsi. I danzatori rendono il “Quartetto per la fine del tempo” un lavoro coreografico che vuole abbattere barriere e affermare il valore della danza anche mutilata e limitata nella sua libertà. In questo balletto viene utilizzato parte del Quartetto originario a cui vengono accostati alcuni brevi brani cameristici di Ezio Bosso, pianista e compositore di profonda sensibilità e umanità recentemente scomparso.

“Garbage Girls” – Compagnia E-motion Gruppo Phoenix di Francesca La Cava

“Garbage Girls” è un viaggio poetico tra i rifiuti, tra immanente e trascendente, tra coloro che sono costretti a vivere “nella desolazione, testimoni della crudeltà della vita e dei suoi mille misteri”. È la storia poetica di donne che si “muovono” come se la strada fosse “il teatro della vita” fatto di scenografie e suoni che riproducono il vero attraverso il falso, il reale attraverso il sogno, la crudezza attraverso la poesia. La creazione si muove alla ricerca di espressioni vitali, di movimenti naturali, di dialoghi gestuali che stendono la storia nella quale gli interpreti si lasciano costruire addosso e costruiscono una serie di situazioni che giocano tra il reale, il grottesco e il trascendentale, riscoprendo gli spazi nascosti della mente. Disagio, marginalità e devianza caratterizzano il conflitto di queste donne alla ricerca della loro identità, superando le barriere sociali imposte dalla collettività.

Il cartellone di “Pandémoni” prosegue con “Favole Di Pietra” con il gruppo musicale Uaragniaun (giovedì 1 e martedì 2 alle 20.30); “Naufragar m’è dolce in questo mare…” con Vito Signorile (sabato 3 alle 20.30); “Nel tempoSpellBound (giovedì 8 alle 20.30); “La Barca” con Sarita Schena (venerdì 9 alle 20.30); “Estate” (da “Le quattro stagioni”) con Arearea (sabato 10 alle 20.30); Infine, da venerdì 23 a domenica 25, tre giorni con il Teatro dei Borgia con gli spettacoli: “Eracle l’invisibile” (alle 18), “Filottete Dimenticato” (alle 20) e “Medea per strada” (alle 21.30).

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Redazione
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