“Fritta è buona anche una scarpa”, si dice in tutta Italia: ovviamente si tratta di un’iperbole, ma è inutile negarci che questo metodo di cottura renda saporita e gustosa ogni pietanza che le si avvicini.
La poesia dell’olio bollente, lo sfrigolio della pastella, l’odore di fritto che pervade il pianerottolo e ci inzuppa fino ai capelli (ok, questo potrebbe stare nei “contro”, ma non ci fossilizziamo!).
Ovviamente in tutta Italia si frigge, non precisamente “la qualunque”, dato che i trigliceridi non ce lo consentirebbero, ma di certo siamo un paese che, quando c’è da tuffare qualcosa nell’olio bollente, di certo non si tira indietro. Solo una regione italiana, però, ha fatto di un piatto fritto una delle sue bandiere d’elezione, una poesia conosciuta in tutto il mondo, una specialità semplice ma con una marcia in più: i panzerotti (fritti).
Nelle prossime righe parleremo di questo piatto, ma non solo, accenneremo anche alle pettole, le frittelle che si preparano precipuamente durante le festività natalizie e che, assieme ai panzerotti, rendono la nostra regione davvero molto riconoscibile sul piano gastronomico.
Fuoco alla nostra friggitrice elettrica, dunque: che l’olio si scaldi, siamo pronti a cucinare!

I panzerotti fritti: all’origine di un mito della gastronomia pugliese

Quando è nato il panzerotto fritto? La sua genesi parrebbe legata alla diffusione del frutto del pomodoro in Italia, quindi attorno al XVI secolo: Bari e Napoli si contendono il primato di questa specialità (chiamata, a Napoli, “Pizza fritta”), ma tra le due preparazioni, pur se gli ingredienti per gli impasti sono i medesimi -acqua, farina, olio, sale e lievito- ecco che cambiano forma e consistenza; infatti a Bari o a Taranto il panzerotto è a forma di mezzaluna, mentre a Napoli è un poco più tondeggiante. Non solo: come dicevamo, anche la consistenza varia, consistendo a Bari in una pasta molto sottile e croccante, mentre a Napoli si tratta di una pasta più spessa e meno scrocchiarella!
La bontà, comunque, non è troppo dissimile, pure se il ripieno, classico pomodoro e mozzarella in Puglia, mentre più vario in Campania, è un poco differente!

Questione di dimensioni

Parliamoci chiaro: il panzerotto è uno dei primi piatti annoverabili nella lunga lista dei cibi da street food. Questo perché sarebbe d’uopo gustarlo mentre si cammina, dopo averlo acquistato in un panificio o in uno dei mille chioschi presenti in città. Certo, sì, ma per fare questo la dimensione è importante: non deve essere gigantesco, pena una scomodità notevole!
Soprattutto, c’è da stare attenti, dato che il ripieno è rovente come lava e il rischio di sporcarsi e di scottarsi sta sempre dietro l’angolo.
Certo, però che soddisfazione: dopo una giornata al mare, addentare un panzerotto pomodoro e mozzarella è decisamente rinvigorente, anche qualora ci si dovesse ustionare la lingua o macchiare di pomodoro il copricostume!

Il punto, in definitiva, è questo: non importa dove vi troviate, cosa facciate e con chi state; ovunque vi sia un panzerotto fritto, col suo gustoso ripieno di pomodoro e mozzarella, ecco che istantaneamente sarete in Puglia, con i suoi odori e le sue infinite tradizioni!

Banner donazioni
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.