HomeStoria della PugliaI Cavalieri Templari in Puglia

I Cavalieri Templari in Puglia

Una delle pagine più interessanti della storia della Puglia è certamente legata alla presenza dei Cavalieri Templari, l’ordine monastico-cavalleresco, fondato in Terrasanta intorno al 1118, con lo scopo di proteggere i pellegrini.

Ai Templari è stata sempre legata la leggenda del Santo Graal, la più preziosa delle reliquie sacre, la coppa che avrebbe contenuto il sangue di Cristo: è anche da questo che deriva il fascino e il mistero, tutt’ora legato alle vicende dell’Ordine.

Al di là del mito, è certo che, nel corso della loro esistenza, i Templari realizzarono un’imponente struttura organizzativa ed economica, estesa in Asia e in Europa: in Terra Santa crearono numerosi castelli per combattere i musulmani e proteggere i cristiani; in Europa edificarono case e chiese, al fine di raccogliere risorse economiche e finanziare la guerra contro gli “infedeli”.

E’ così che le vicende dei Cavalieri Templari sono strettamente legate a quelle delle Crociate, specialmente in Puglia, dove la presenza dell’Ordine fu consistente.
Crocevia tra Oriente e Occidente, la Puglia ospitava alcuni dei principali porti d’imbarco verso la Terra Santa, come Barletta, Trani e, soprattutto, Brindisi.

I Templari dapprima si adoperarono per proteggere i porti della costa, ma, in seguito, l’espansione dell’Ordine procedette anche verso l’entroterra e, in particolare, nelle fertili pianure della Capitanata e della Murgia barese.
E proprio in Puglia, aveva sede, presso S. Maria Maddalena a Barletta, il Maestro Provinciale, l’uomo da cui dipendevano tutte le case templari del Regno di Sicilia.

I Cavalieri alloggiavano solitamente in chiese minori, oratori, cappelle dipendenti da episcopi o cattedrali, oppure in domus e monasteri, ai quali, spesso, erano annessi ospizi per l’accoglienza dei pellegrini.

Più grandi e organizzate erano le “precettorie“, la cui collocazione era, quasi sempre, al di fuori delle cinte murarie cittadine. Si trattava di vere e proprie fortezze, difese da torri e alte mura; complessi autosufficienti che comprendevano, di norma, una cappella, le scuderie, le fucine, l’armeria, il mulino, la cantina, il forno, i depositi per conservare le derrate alimentari, l’infermeria e l’ospitale, il cimitero.

Nelle zone interne della Puglia sorgevano grandi casali e masserie appartenenti al Tempio, con notevoli estensioni terriere, spesso affidate a dei concessionari (conductores), che provvedevano a lavorarla dietro il pagamento di un canone d’affitto, mentre, nelle comunità più numerose, erano gli stessi cavalieri a dedicarsi all’attività agricola.

Accanto alla coltivazione della terra era diffuso anche l’allevamento del bestiame: da carne, da latte e da lana. Del resto, la Murgia offriva ricchi pascoli alle cospicue mandrie di buoi e bufali appartenenti all’Ordine.

Numerose sono ancora oggi le tracce della presenza templare in Puglia.
Tra le più suggestive ricordiamo la chiesa di Santa Maria della Serritella, in provincia di Foggia; i ruderi di quella che un tempo fu la chiesa di San Giorgio, a Gravina di Puglia; l’ormai scomparsa chiesa di San Nicola a Molfetta, della quale, tuttavia, resta la sala detta “dei templari”, che mostra numerose lastre di pietra, segnate dalla tipica croce dell’Ordine.
A Trani, invece, sorge la chiesa di Ognissanti, all’interno della quale una lapide murata fa riferimento ad un certo Costantino, cavaliere dell’Ordine, che fu medico e abate rettore della casa tranese.
A Barletta, la Basilica del Santo Sepolcro conserva, come testimonia il suo nome, uno stretto legame con la Terra Santa e il sepolcro di Gesù Cristo. Situata in una posizione strategica, tra due antichi ed importanti assi di comunicazione viaria (l’Adriatica e la via Traiana), fu meta di transito per i pellegrini diretti in Terra Santa e per i crociati in viaggio verso Gerusalemme. Alla Basilica era addossato anche l’antico Ospedale dei Pellegrini.
Nel castello della stessa cittadina è presente un lapidario con lastre tombali dei cavalieri: sulla base di alcune ricostruzioni storiche, sappiamo che un frate, capo dei Templari in Puglia all’inizio del 1300, fu sepolto proprio qui.
A Brindisi, infine, si suole identificare, in piazza Duomo, il cosiddetto “Portico dei Templari”, consistente in due arcate gotiche che, probabilmente, introducevano alla domus di San Giorgio del Tempio.

Con la fine delle Crociate e la disfatta dei regni latini in Terra Santa venne meno la finalità istitutiva dell’Ordine templare. Così, tornati in Europa, i cavalieri, che nel frattempo avevano accumulato un immenso patrimonio fondiario e godevano di notevoli benefici e privilegi accordati loro nel corso del tempo dalla Chiesa, cominciarono a dedicarsi ad attività amministrative e finanziarie, prestando somme di denaro considerevoli a sovrani e pontefici.

In poco tempo, l’Ordine dei monaci-guerrieri diventò una potenza politica ed economica tale da suscitare le invidie di laici ed ecclesiastici.
Sarà proprio l’enorme potere accumulato dai Templari a determinare la loro persecuzione da parte del re di Francia Filippo IV detto il Bello (bramoso di mettere mano sul tesoro accumulato dai Cavalieri) e la soppressione dell’Ordine decisa dal pontefice Clemente V nel 1312.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Antonio Verardi
Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img