HomePoliticaRegione Puglia, via libera in Commissione al Piano regionale di mobilità ciclistica

Regione Puglia, via libera in Commissione al Piano regionale di mobilità ciclistica

Si è riunita questa mattina la V Commissione della Regione Puglia. Presieduta da Paolo Campo, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale con cui si intende adottare il Piano regionale della mobilità ciclistica che individua i tracciati e gli interventi da fare per renderli ciclabili, sulla base dei quali sarà realizzata una rete ciclabile sicura. Priorità è stata data alle ciclovie turistiche nazionali come l’Adriatica e quella dell’Acquedotto pugliese.

Parere favorevole è estato espresso anche per le due petizioni presentate da Giuseppe Mastronuzzi, con cui si sollecita l’applicazione di due leggi regionali in materia di contenimento dell’inquinamento luminoso e di quello acustico.

Rinviato alla prossima seduta l’esame della proposta di legge di modifica della norma vigente in materia di tutela ed uso del territorio, presentata dal consigliere regionale Antonio Tutolo.
L’iniziativa legislativa è stata illustrata dal proponente, rilevando che la finalità del provvedimento è di incentivare l’investimento su fondi agricoli per l’esercizio di attività connesse all’agricoltura e all’agroalimentare e snellire l’iter burocratico finalizzato al conseguimento dei permessi.

Con un unico articolo si va a contemperare le esigenze produttive delle aziende agricole con il rispetto e la tutela del paesaggio, incentivare ed agevolare gli investimenti con procedure autorizzative più snelle e meno dispendiose, garantire la precedenza ad interventi di riuso e trasformazione dei fabbricati esistenti, aumentare l’indice di fabbricabilità fondiaria e sottrarre gli investitori alle dinamiche speculative del mercato artefatto che riguarda gli asservimenti.

Sui contenuti del testo è intervenuto il dirigente del Servizio strumentazione urbanistica Vincenzo Lasorella, il quale ha detto che la disparità che si è creata nel tempo tra i comuni, relativamente all’applicazione dell’indice di fabbricabilità fondiaria, riviene da una discrezionalità dei Comuni nel momento in cui è stato approvato il Pug e che non si può stabilire con legge regionale un indice che valga per tutti, senza avere la possibilità della variante urbanistica nel quadro della disciplina urbanistica che individua gli usi del territorio.

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Redazione
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