Le condizioni di sicurezza di alcuni Distretti sanitari baresi (ed in particolare le sedi di Via Caduti di via Fani e di Via Federico Vecchio), “mettono a serio rischio la salute, l’igiene e la sicurezza sia di coloro che vi lavorano che dei pazienti che presso i suddetti plessi si rivolgono per ricevere assistenza sanitaria”. Questo l’allarme lanciato oggi da Confintesa, associazione sindacale che tramite una conferenza stampa ha annunciato l’invio di una nota a Prefetto di Bari, Procuratore della Repubblica e il NIRS, Attività Ispettiva Sanitaria della Regione Puglia.
D’altronde è soltanto di poche giorni fa la notizia che dietro l’omicidio della psichiatra barese Paola Labriola, uccisa il 4 settembre del 2013 con 57 coltellate mentre era al lavoro c’è una logica che vede il budget veniva prima della sicurezza del personale. Così hanno infatti scritto i giudici nella motivazione della sentenza che ha condannato a 30 anni di carcere l’omicida Vincenzo Poliseno.
L’Associaizone sindacale non punta il dito contro nessuno ma cerca risposte che possano tranquillizzare e rasicurare lavoratori e pazienti della sanità pugliese. Alla base di queste criticità ci sarebbero una serie di adempimenti mancati in fatto di sicurezza (Decreto legislativo 81/08) che si prolungano da diversi anni.
A condurre la conferenza stampa il Segretario provinciale della Confintesa – UGS Medici, il dottor Vito Bellini, alla presenza del direttivo dell’Associazione guidata da Gaetano Balena che ne è il dal segretario provinciale “Città metropolitana di Bari”.
Lo scorso 29 settembre l’Associazione sindacale, a seguito di diverse sollecitazioni di propri iscritti, dipendenti dell’ASL, e comuni cittadini fruitori delle prestazioni sanitarie, Si è attivata. Ha inviato all’ASL BA richiesta di incontro per ricevere informazioni sulle condizioni di sicurezza di alcuni Poliambulatori e Case della Salute (ed in particolare sulla struttura adiacente piazza Moro) oltre alla Sede della Direzione del Distretto di Bari ubicato in Via Federico Vecchio (quartiere Carrassi), in quanto, dalle testimonianze raccolte dal sindacato, vi sarebbero diverse situazioni che metterebbero a repentaglio la loro salute.
Il Distretto sanitario barese ha successivamente convocato l’Associazione lo scorso 4 ottobre per un incontro presso la Direzione Generale, nel corso del quale “sono emerse alcune criticità sulla sicurezza – racconta il dottor Bellini – che i soggetti competenti si sono impegnati a verificare e a far pervenire, nell’arco dei 7 giorni successivi, una relazione sia sullo stato dei luoghi che sugli eventuali interventi da eseguire con le tempistiche di esecuzione relative”. Risposta che a quanto pare non è mai arrivata.

“Purtroppo -continua il dottor Bellini – , a tutt’oggi, nonostante siano decorsi oltre 20 giorni, nulla è pervenuto dalla ASL BA, la quale continua ad ignorare i due successivi solleciti sia del 21 che 25 ottobre in uno dei quali si è fatto presente che al terzo piano di Via Fani si era verificata una pioggia nella zona corridoio dove i pazienti attendono prima di essere ricevuti dal medico“.
Di qui, la mossa da parte del sindacato di scrivere alle Autorità preposte a controllare questa situazione con il fine di fare, in tempi brevi, chiarezza sullo stato dei luoghi, ed evitare che si possano verificare tristi eventi di cronaca.











