Ancora una volta in primo piano finiscono gli illeciti percettori del reddito di cittadinanza. Ancora una volta scoperti dopo mesi ed anni di indagini e con milioni di euro svaniti nel nulla, a discapito dei nuclei familiari che ne hanno davvero bisogno.
Sono in totale 4.839 le posizioni irregolari scoperte dai carabinieri nel corso di una maxi-operazione in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. La truffa ai danni dello Stato ammonta a quasi 20 milioni di euro.
Le posizioni sono molto diverse tra di loro, ma tutti sono legati dal fatto di aver omesso dall’autocertificazione la sussistenza di cause ostative all’elargizione del sussidio di stato.
C’è chi aveva la Ferrari, chi la barca, chi molteplici appartamenti, chi un autonoleggio con 27 auto, chi una scuola di ballo. E c’è persino chi si è inventato di avere dei figli. Le irregolarità sono state riscontrate nel 12% dei 38.450 nuclei familiari controllati per un campione di 87.198 persone. Ben 1.338 percettori indebiti del reddito erano già noti alle forze di polizia per altri motivi e 90 di loro hanno condanne o precedenti per gravi reati di tipo associativo.
In tre anni 48 milioni nelle tasche sbagliate
Dai dati dei carabinieri emerge che tra il 2019 e il 2021 quasi 48 milioni di euro sono finiti nelle tasche di persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza illecitamente, oltre 41 mln quest’anno. La crescita è da mettere in relazione al rafforzamento dei controlli moltiplicati 14 volte tra il 2019 e il 2021. Due anni fa, nel 2019, sono stati scoperti 10.778 illeciti per 969.450,68 euro; nel 2020 gli “irregolari” riscontrati sono stati invece 18.131, per 5.614.247,80 euro. Nel 2021, infine, i destinatari di reddito controllati sono stati 156.822 per ben 41.359.042,02 percepiti illegalmente.











