babIl commissario Cittadino della Lega di Margherita di Savoia Angela Amoroso suggerisce un percorso autonomo per superare l’impasse avvenuta in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato sulla situazione di stallo in cui si trovano le concessioni balneari.
Il commissario Cittadino della Lega suggerisce, infatti, al Presidente della Provincia e Sindaco di Margherita di Savoia di interfacciarsi con la Regione Puglia per intraprendere una possibile strada autonoma al fine di salvaguardare il settore delle concessioni balneari in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 9 novembre ha dichiarato l’illegittimità della proroga al 2033 e imposto la riassegnazione dei titoli tramite gare da effettuare entro due anni.
«La questione sta creando una situazione di disagio molto grave specialmente in una regione, come la nostra, con km e km di costa e con attività turistiche condotte quasi sempre da nuclei familiari. Un’eventuale interruzione del rapporto alla fine del 2023 causerebbe un danno rilevantissimo agli operatori turistici che hanno eseguito degli investimenti rilevanti, confidando sulla legge nazionale che aveva fissato una scadenza al 2033. A costoro spetterebbe anche un indennizzo-ristoro che creerebbe, dall’altra parte, un’evidente incresciosa situazione economico-finanziaria in merito ai soggetti che, eventualmente, dovrebbero sopportare tale onere».
«Ma indipendentemente da quanto sopra, e lasciando al legislatore il compito di modificare o meno la legge e al governo di impugnare eventualmente le decisioni per conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato, rimangono in piedi delle altre questioni e cioè: poteva il Consiglio di Stato modificare una legge dello Stato? e poteva disapplicare tale norma italiana in relazione a una direttiva europea che si riferisce a beni e non a servizi? Sono domande che devono avere delle risposte che riguardano il governo e il parlamento; ritengo però che la Regione possa intervenire in quanto la stessa è delegata all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo.
«Infine, un ultimo appunto: le sentenze del Consiglio di Stato non esplicano un giudicato erga omnes, ma soltanto tra le parti che hanno partecipato al giudizio. Con l’evidente conseguenza che non possono essere ritenute fonte di potere per intervenire sui rapporti esistenti e riguardanti altri soggetti», «In tale direzione si pregano i destinatari della presente di assumere tutte quelle iniziative ritenute necessarie per cercare di trovare una soluzione concreta per salvaguardare i rapporti esistenti, evitare inutili contenziosi e riorganizzare l’esercizio delle funzioni amministrative e di gestione in materia di demanio marittimo».











