HomeCronacaParte dal Sud lo sciopero degli Autotrasportatori contro il caro-gasolio

Parte dal Sud lo sciopero degli Autotrasportatori contro il caro-gasolio

Sta montando, soprattutto a partire dalle Regioni meridionali, la protesta degli autotrasportatori contro il rapido aumento dei costi dell’energia e della benzina, che inevitabilmente si sta ripercuotendo pesantemente sull’intero settore. In Puglia sono diversi i blocchi stradali e le proteste organizzate. A Foggia la minaccia che circola da ieri è di “fermare la Puglia per 8 giorni”, e i primi blocchi in Puglia hanno già creato disagi, da Taranto a Bari soprattutto lungo la tangenziale e nella zona portuale.

I manifestanti che aderiscono alla protesta contestano “l’aumento del gasolio e dell’Ad-blu, del costo dei pneumatici e dell’energia” , oltre a lamentare – continuano in un comunicato – “le strade impraticabili, la patente a punti presente – soltanto in Italia – il prezzo dei pedaggi autostradali e la carenza degli autisti”.

Il problema principale della protesta di questi giorni sta nei prezzi del gasolio per l’autotrazione. L’incremento dei costi legati all’energia di questi ultimi mesi, infatti, non ha interessato solo la luce e il gas. Nel giro di solo un anno il prezzo del diesel, principale carburante per i mezzi pesanti, alla pompa era di 1,35 al litro, oggi la media in Italia arriva a 1,867 euro servito. Sulla questione l’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha stimato che nel 2021 l’erario ha incassato un maggior gettito di circa 1 miliardo di euro.

Intanto le violenti proteste nel settore dell’autotrasporto che interessano le Regioni del Sud Italia, in particolare, la Puglia e la Sicilia, stanno minacciando l’operatività delle filiere nazionali pasta e pane.

Così Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia (Federalimentare/Confindustria) in merito ai blocchi dei trasporti su gomma, conseguenti all’aumento dei costi dei carburanti, messi in atto dagli operatori del settore. “Le iniziative degli autotrasportatori stanno fin da ora determinando il fermo produttivo di numerosi impianti molitori che operano nelle Regioni in cui è attiva la protesta” evidenzia Emilio Ferrari, Presidente Italmopa “Regioni peraltro particolarmente significative, a livello nazionale, nella produzione sia di frumento duro, sia di semole di frumento duro destinate alla produzione di un prodotto simbolo della nostra dieta quotidiana quale la pasta alimentare”.

“Una situazione che non si era verificata neppure nel corso della fase più emergenziale della pandemia” precisa Enzo Martinelli, Presidente della Sezione Molini a frumento duro Italmopae che ha già provocato interruzioni sia nell’approvvigionamento in frumento duro dei nostri Molini, sia nella fornitura di semole di frumento duro all’Industria pastaria”.

Riteniamo necessario” conclude Ferrari “un urgente intervento dei Ministri e delle Amministrazioni competenti volto a superare una situazione particolarmente delicata non solo per il settore molitorio ma per l’intera economia italiana”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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