Arriva la parola fine, dopo un anno di ricorsi e disposizioni, sulle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Foggia dello scorso anno. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia che aveva respinto il ricorso per l’annullamento delle elezioni comunali di Foggia, celebratesi l’anno scorso. Il ricorso era stato presentato dal candidato sindaco sconfitto, Antonio Marasco, per soli 366 voti, nel ballottaggio contro Franco Landella.
“Leggeremo meglio dispositivo e motivazioni, ma questa sentenza chiude un percorso doveroso in presenza di un risultato che, come si ricorderà, è stato determinato da soli 366 voti”. L’ex candidato sindaco del centrosinistra, Marasco, commenta così l’esito del processo amministrativo la cui sentenza è stata pubblicata stamattina.
“La legittimazione giuridica di quel risultato delle urne spero consenta, oggi, un confronto meno umorale e agganciato al merito delle questioni politiche e amministrative che stanno contrassegnando da un anno la vita della città – prosegue Marasco aggiungendo di – avere il fermo proposito di continuare ad esercitare il mio ruolo di minoranza nel Consiglio comunale, così come ho diligentemente fatto per un anno, tenendo distinta la questione del ricorso elettorale dalle responsabilità politiche attribuite dal voto di circa trentamila foggiani”.
“Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ha chiarito, questa volta in modo definitivo, la legittimità formale della vittoria elettorale del 9 giugno dello scorso anno. Una notizia che accolgo con quella serenità che vorrei fosse finalmente restituita anche al dibattito politico-amministrativo, sino ad oggi troppo spesso inquinato da rabbia, rancore e delegittimazione”. È il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella, alla notizia del rigetto del ricorso presentato dal consigliere comunale Augusto Marasco contro l’esito elettorale delle comunali del 2014.
“È stata una brutta pagina per la nostra città, sul cui governo comunale sono state più volte e ripetutamente allungate ombre e sospetti, ribadite in ogni pubblica seduta dell’Assemblea consiliare, a cominciare da quella del suo insediamento. Una brutta pagina per la democrazia e per la volontà popolare della nostra comunità, sulle quali ripetutamente e costantemente sono stati avanzati dubbi, sollevando pesanti sospetti sull’intera filiera istituzionale che ha presieduto la procedura elettorale – sottolinea il primo cittadino –. Una brutta pagina per quelle forze politiche che hanno assecondato questa deriva senza prendere le distanze da un comportamento orientato perennemente alla velenosa delegittimazione del mio ruolo e della mia funzione”.
“Sarebbe una dimostrazione di maturità politica – conclude Landella – se, dopo questa sentenza, Marasco rivolgesse le sue scuse pubbliche a tutti i soggetti istituzionali che con il suo fare ha delegittimato, dal momento che pur essendo inizialmente partito con una richiesta di riconteggio delle schede ha poi fondato il suo ricorso sul mettere in discussione la limpidezza dell’azione di chi aveva governato la procedura elettorale e di chi ne aveva sancito la validità”.











