HomeAmbiente e ScienzeGiuseppe Cataldo, dalle stelle di Lizzano a quelle del telescopio spaziale della...

Giuseppe Cataldo, dalle stelle di Lizzano a quelle del telescopio spaziale della Nasa

Dalle stelle che guardava da bambino durante i campi scout, nei boschi di Lizzano dove è nato, a quelle osservate dal James Webb Space Telescope, la più potente “macchina del tempo” mai progettata per scoprire finalmente le origini dell’universo e studiare la composizione chimica dell’atmosfera dei pianeti fuori dal nostro sistema solare, che potrebbero forse ospitare qualche tipo di vita. Uno sforzo congiunto tra le agenzie spaziali americana, europea e canadese che ha richiesto 10 miliardi di dollari di investimento.

Giuseppe Cataldo, 36 anni, pugliese, da un paese di 10.000 abitanti della provincia di Taranto è approdato alla Nasa giovanissimo, ancora prima di laurearsi in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano, coronando un sogno che aveva fin da piccolo.

Era il 2009 e aveva 23 anni. Oggi è l’unico italiano ad avere ricevuto tre premi prestigiosi per la realizzazione del telescopio Webb, rispettivamente per il contributo essenziale al progetto, per i risultati in fase di collaudo e per l’innovazione nei modelli matematici. E ora lo aspetta un’altra sfida elettrizzante: come direttore della protezione planetaria inversa, guiderà il team che progetterà tutti i sistemi di sicurezza necessari a portare sulla Terra i campioni prelevati da Marte e a isolarli durante l’analisi, senza che un’eventuale presenza di microrganismi alieni contamini il pianeta. La missione partirà non prima del 2027 e i campioni arriveranno almeno sette anni dopo.

Cataldo è uno degli uomini di punta della Nasa e può vantare indiscutibili traguardi in campo aerospaziale. Per raggiungere i suoi obiettivi ha studiato ai Politecnici di Milano e Torino e in Francia all’Institut Supérieur de l’Aéronautique et de l’Espace di Tolosa, ha vinto ancora studente un concorso bandito dall’Esa per la Nasa Academy e dopo le lauree, nel 2010, è tornato all’agenzia aerospaziale americana dove lo aspettavano un ufficio al Goddard Space Flight Center, una borsa di studio messa in palio dal Nobel John Mather, lo scienziato a capo di Webb, e la possibilità di frequentare in simultanea l’MIT di Cambridge. Dietro questi successi c’è tantissimo talento e molto, molto lavoro, ma anche qualche incontro fortunato.

“Ho sempre desiderato studiare astrofisica – racconta – e i miei genitori mi hanno sostenuto senza riserve, anche se questo significava trasferirmi a Milano, una città che avevo conosciuto andando in visita a parenti e che mi aveva conquistato. Dopo la maturità al liceo scientifico-tecnologico ‘Oreste Del Prete’ di Sava, uno dei primissimi in Italia, mi iscrissi alla Statale. Proprio di fronte c’era la residenza Torrescalla di Fondazione Rui, che mi piacque subito per l’ambiente e l’offerta formativa: fortunatamente riuscii a entrare e a ottenere una borsa di studio per merito, poi confermata per 4 anni. Pensavo che nel mio futuro ci fosse la ricerca pura, invece un incontro di orientamento con un universitario che frequentava il quarto anno di ingegneria aerospaziale al Politecnico cambiò la mia vita: l’entusiasmo, la passione con cui ci parlò della missione, purtroppo fallimentare, dello Space Shuttle Colombia mi conquistarono. Ecco cosa volevo fare: progettare, costruire, sporcarmi le mani come mi avevano insegnato mio padre e mio nonno, entrambi meccanici. Presa la decisione, occorreva trovare la maniera per cambiare ateneo e facoltà senza perdere l’anno. Anche in quello i ragazzi più grandi furono determinanti nel darmi tutte le indicazioni e suggerirmi con quali docenti parlare”.

Fondazione Rui infatti gestisce 12 Collegi universitari di merito che non forniscono solo vitto e alloggio, ma anche progetti formativi personalizzati e occasioni di crescita e di approfondimento per sfruttare appieno gli anni di studio. Si va dalle lezioni interdisciplinari del progetto JUMP-Job University Matching Project agli incontri di orientamento con professionisti, alle serate con ospiti. Ma è la stessa vita in residenza ad essere arricchente, grazie alla dimensione comunitaria e internazionale e alla possibilità di partecipare a iniziative di volontariato. I collegi sono a Milano, Roma, Bologna, Genova e Trieste, accessibili a tutti grazie ad agevolazioni sulla retta che raggiungono il 90% dei residenti, borse di studio e convenzioni con le università.

“Gli incarichi in residenza sono determinanti per la maturazione di tutti – conferma Cataldo – a partire da chi è investito della responsabilità. Io al terzo anno sono stato nominato Direttore Studi e questo mi ha fatto crescere moltissimo sotto il profilo della leadership: dovevo coordinare l’attività di una trentina di tutor, tra cui me stesso, studenti più avanti negli studi che aiutano gli altri a dare il meglio, a mantenere la rotta anche nei momenti di fatica e di difficoltà. Sono molto grato al direttore di Torrescalla di allora, che si è fidato e affidato: ero uno scout, avevo già avuto la responsabilità di guidare dei gruppi, ma quell’investitura ha accelerato moltissimo la mia realizzazione personale”.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img