Dopo la riunione di ieri a Roma presso il MInistero del Lavoro il futuro dell’impianto siderurgico di Taranto oggi gestito da Acciaierie d’Italia è al centro del dibattito politico pugliese, con la riunione congiunta, presso l’aula del Consiglio regionale, delle Commissioni I e IV, con all’ordine del giorno l’audizione del Prof. Franco Bernabè, presidente del CdA di Acciaierie d’Italia S.p.A.
Si sta discutendo dell’attualità dello stato della produzione, piano industriale, decarbonizzazione e bonifiche per fare, complessivamente, il punto sullo stato delle cose a Taranto.
Intanto da Roma arrivano le parole del Ministro Giorgetti. “Il Piano industriale, quello occupazionale, l’ammodernamento impianti e il risanamento ambientale, prevedono un investimento di 1,7 miliardi sino al 2026, per arrviare ad una progressiva decarbonizzazione dell’attività produttiva, per ottenere una riduzione dell’impatto ambientale sino ad arrivare ad una produzione di acciaio verde. Il Just Transition Fund è di particolare interesse per la transizione ecologica siderurgico. Abbiamo registrato 15 iniziative per 1,2 miliardi coerenti con JST (in particolar modo per la formazione e l’innovazione)” ha sottolineato il Ministro.
“Alla luce della congiuntura e delle necessità dell’acciaio, Acciaierie d’Italia deve compiere uno sforzo ulteriore per garantire idonei livelli di produzione che tengano conto dei vincoli ambientali sia su Taranto che su Genova ma che assicurino un’idonea produzione di acciaio di cui l’Italia ha bisogno, obiettivi su cui il Governo monitorerà costantemente il raggiungimento nel rispetto degli impegni assunti”.
E naturalmente di tutto questo si è parlato oggi a Bari.











