Era ora. Finalmente l’Italia ha attivato l’arbitrato internazionale sul caso dei due ficilieri della Marina Militare pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India da più di tre anni accusati di duplice omicidio. La decisione della Farnesina, sollecitata dal Parlamento, è stata presa per l’impossibilità di trovare direttamente con l’India una soluzione della controversia dopo l’ennesimo rinvio della Corte Suprema, a dopo le vacanze estive, dell’avvio della discussione del ricorso dei fucilieri contro la polizia investigativa Nia.
L’Italia chiederà immediatamente l’applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e il rientro a casa di Girone.
“Da parte italiana – si legge nella nota della Farnesina – vi sarà un impegno a tutto campo per far valere con la massima determinazione le ragioni a fondamento della nota posizione italiana sulla giurisdizione e sull’immunità. Obiettivo è la conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due militari”.
Sulla vicenda è intervenuto Luigi d’Ambrosio Lettieri (senatore dei Conservatori e Riformisti italiani).“Sembra che il Governo indeciso a tutto finalmente abbia deciso una cosa concreta: avviare le procedure per ottenere l’arbitrato internazionale sul caso dei nostri due marò. Meglio tardi che mai, ma resta la vergogna inaccettabile di quasi quattro anni e tre Governi – Monti, Letta e Renzi – trascorsi nella inconcludenza, tra rinvii e umiliazioni, mentre Latorre e Girone vivevano e vivono, insieme alle loro famiglie, una assurda odissea. Ci auguriamo che questa possa essere la strada giusta, ancorché tardiva e che adesso finalmente un giudice terzo restituisca a Massimiliano e Salvatore i diritti umani che sino ad oggi sono stati palesemente violati. Ma la guardia va mantenuta alta”.











