Ottanta chilomentri di costa pugliese cancellati in ventitre anni. Questo è il bilancio tratto da Legambiente e Goletta Verdedopo un lungo studio. E’ stato riscontrato che dal 1998 al 2011 sono stati cancellati 80km di paesaggi costieri, ossia il 9,8 per cento dell’intera urbanizzazione esistente. “Oggi 454 chilometri (il 56%) della costa sono urbanizzati e quindi trasformati da interventi sia legali che abusivi – si legge nella nota – perché in Puglia il cemento illegale ha prodotto danni notevoli lungo la costa. Si parla di un tratto di costa che va da Marina di Ginosa sul mar Jonio al Comune di Marina di Chieuti sul mar Adriatico”.
Grazie alla sovrapposizioni delle foto satellitari è stato possibile fare un raffronto con quella che era l’occupazione della costa all’epoca e come si è evoluta nei 23 anni presi in esame. “E il boom del cemento, sia legale che illegale, non accenna a diminuire – continua la nota targata Goletta verde – con il rischio di far scomparire per sempre le bellezze naturali della regione. Per questo motivo Legambiente chiede al neogovernatore della Puglia di dare continuità a quanto previsto dal Piano paesaggistico, facendo in modo che non sia consentita alcuna edificazione in tutte le aree costiere ancora libere dall’edificato, e di imprimere un deciso cambio di marcia sul fronte degli abusi edilizi”. “Consideriamo che sono state sacrificati 50km di aeree agricole lungo la costa, a favore di seconde case, strutture ricettive, turistiche e ville di lusso – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – Questa è, invece, una delle regioni italiane che più dovrebbe avere a cuore la tutela della propria costa e di un patrimonio storico e ambientale unico”. “Rispetto ad altre regioni, le trasformazioni del territorio costiero pugliese negli ultimi due decenni sono state più consistenti – sottolinea Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Con l’approvazione del Piano paesaggistico regionale è stato segnato un cambiamento di enorme importanza”. Inoltre secondo i dati elaborati da Legambiente nel dossier “Spiagge indifese” il 65% delle spiagge pugliesi, ben 195 km, è in erosione. L’attenzione quindi deve essere doppia.











