Francesco Assunto, il barista 31enne di Bitritto chiamato a rispondere della morte di Giovanni Palazzotto, deceduto all’alba di domenica scorsa davanti all’esercizio commerciale del Comune alle porte di Bari sarà scarcerato oggi.
Secondo la gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna il decesso del 27enne “non sarebbe imputabile a un atto volontario dell’indagato”, ma il fatto di aver bloccato Palazzotto per 16 minuti in posizione prona è dipeso dalla convinzione, da parte dell’indagato, “di trovarsi in presenza di un pericolo imminente e incombente di un’offesa ingiusta”.
Secondo la ricostruzione minuziosa dell’episodio, infatti, domenica scorsa 20 novembre a Bitritto urla per una lite furibonda, poi il silenzio e le sirene dell’ambulanza poco dopo. Quando i soccorritori arrivano trovano riverso a terra, su un marciapiede vicino a un bar di Bitritto, nel Barese, un 27enne in stato confusionale, sta male e morirà dopo l’arrivo del 118. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, poco prima avrebbe avuto uno “scontro fisico” con il 31enne proprietario del locale, Francesco Assunto. L’uomo lo avrebbe picchiato e poi immobilizzato prono per terra con tutto il peso che gli comprimeva la gabbia toracica per 16 lunghi minuti.
Assunto “risponderà a tutte le domande del gip e si dichiarerà innocente”, aveva anticipato nelle scorse ore il suo avvocato Giuseppe Giulitto. Il 31enne dice di non “avere idea del percorso logico che ha portato a questa accusa pesantissima”, considerando anche che “il mio assistito è incensurato, non ha mai avuto problemi di questo genere, è padre di tre figli e gestisce da solo il suo bar, che ora è chiuso”.











