Domani sera alle 21,30 Pier Dragone terrà il suo concerto “CANZONI PER LA STRADA” nel Joy’s Pub di corso Sonnino 118d a Bari (Prenotazioni: 3500475166 – Ingresso libero – Start ore 21:30).
Il concerto “Canzoni per la strada” è sintesi di tre album scritti e pubblicati in dieci anni. A partire da “Dalla parte sbagliata” del 2011, passando per “Fame di vento” del 2015 e giungendo a “Sarò Franco” del 2021, Pier Dragone ha costruito e poi cesellato il suo modo di fare canzoni in studio per poi portarle dal vivo a chi vuole ascoltarle. Le sue sono canzoni che parlano della “vita che capita”, dell’amore ovviamente, di persone in cui a volte si inciampa, di anime felicemente in fuga e di altre felicemente arrivate. Le sue sono canzoni suonate “a vene spiegate”, come si fa quando si suona… Per strada.
Cresciuto in Terra di Bari e saldamente ancorato alle sue radici, Pier Dragone si definisce un “cantautore italiano”.
Nella sua carriera, fino ad oggi, ha avuto il privilegio di collaborare con grandi autori ed interpreti. Fra i tanti: Gabriella Schiavone e Loredana Savino (Faraualla), Luca Basso (Fabularasa), Radiobunker, Anna Lamberti Bocconi (autrice per Fossati, Mannoia, Vanoni, ecc.) e altri. Pier Dragone ha ideato e promosso progetti di reinterpretazione di grandi cantautori e progetti di musica-teatro, Vincitore del “Locus Talent 2012″, vincitore dell'”Onda Pazza Festival 2013”, quarto classificato al “Festival Music Week”, quarto classificato al “I Think Music”, quinto classificato al “Biella Festival 2014”, quarto classificato a “Una canzone per l’inclusione 2022”
Le sue radici culturali, che affondano nel cantautorato degli anni Settanta e Ottanta, dialogano con una personalità artistica modellata intorno al cantautorato del primo ventennio del Duemila. Nei brani di Pier queste due matrici trovano una sintesi e si mescolano ad una costante ricerca personale di nuovi elementi. Dunque si alternano, fra le canzoni, due anime dominanti. Una profondamente intimista, acustica e contemplativa, in cui il canto si avvolge di pochissimi strumenti. L’altra, invece, un’anima più orchestrale, con una sezione ritmica definita, orchestrazioni e toni più decisi. In entrambe queste scene, si può apprezzare una componente elettronica dal sapore vintage, che raccoglie le parti più interessanti della nuova scena “indie”.











