Infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata. Il consiglio comunale di Monte Sant’Angelo è stato sciolto oggi su proposta del ministro dell’interno Angelino Alfano. Il provvedimento del Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento a norma dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
“Lo scioglimento del Comune di Monte Sant’Angelo per infiltrazioni mafiose è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione intransigente con cui il Governo segue le vicende della Capitanata, specialmente dal punto di vista della difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini.” Lo dichiara il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi e parlamentare del Pd pugliese Ivan Scalfarotto.
“L’atto adottato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro degli Interni Alfano” prosegue il sottosegretario “è il primo del genere nella nostra provincia, e deve essere di incoraggiamento ai cittadini onesti e a quegli amministratori che in circostanze difficili hanno lavorato per il bene della città di Monte Sant’Angelo, così ricca di bellezza e di storia, ma purtroppo funestata da una forte presenza della micidiale mafia garganica.”
“L’opinione pubblica della Capitanata e la parte migliore della nostra politica” dice ancora l’esponente Pd “devono sentirsi grate alle forze dell’ordine, alla magistratura, al Prefetto, che non risparmiano sforzi ed impegno per rafforzare nel nostro territorio la cultura del rispetto delle leggi e dell’argine ai poteri criminali.”
“Merita particolare apprezzamento” conclude Scalfarotto “il lavoro dei Prefetti Maria Latella e Maria Tirone, che hanno coordinato la complessa istruttoria che ha preceduto l’atto. Nel rispetto di eventuali e legittimi ricorsi in sede giurisdizionale, è motivo di soddisfazione poter constatare che lo Stato c’è ed agisce con determinazione per difendere la legalità, senza alcuno spazio per distrazioni o sottovalutazioni.”











