Domenica scorsa nella Parrocchia di San Marco a Japigia si respirava una sana aria natalizia: con “Bari sognata tra musica e….” l’Associazione “Nel gioco del jazz” ha chiuso la sua attività per il 2022.
Nell’atmosfera raccolta e spiritualmente intima della chiesa si sono combinate e intersecate in maniera mirabile ed equilibrata le suggestioni del jazz e l’anima più autentica e vera del Natale, senza contaminazioni. E’ stata una delicata invocazione alla pace, all’unità, ai sentimenti più fraterni che maggiormente si fanno vivi in questo periodo. Quando un tale modo di sentire è proposto, legato ed esaltato dalla musica, la prima ed elementare forma di comunicazione umana, il coinvolgimento del pubblico è intenso e profondo, come un raccoglimento.
A suonare è stato un gruppo formato da quattro fra i migliori musicisti della scena barese: Roberto Ottaviano al sax soprano, Nando Di Modugno alla chitarra, Giorgio Vendola al contrabbasso e Pippo D’Ambrosio alle percussioni. Alla musica si aggiungevano le parole, grazie a un laboratorio teatrale curato da Rocco Capri Chiumarulo con testi di Italo Calvino, Pasolini e Vito Maurogiovanni. Con grande abilità Chiumarulo è riuscito ad accostare scrittori piuttosto diversi tra loro, tenendo in grande considerazione la tradizione barese ed evitando tuttavia voli pindarici o stonature. Ed è proprio in questo modo che un brano tradizionale irlandese, “As I Roved out”, o il celebre “Gabriel’s Message”, cantato anche da Sting, hanno trovato giusta collocazione accanto ai lirismi di “Voy Cantando” e “Molde Canticle” di Jan Garbarek, il sassofonista norvegese che con l’Hilliard Ensemble celebrò i canti liturgici nell’album “Officium”.
Sarebbe banale parlare di magia, ma le note del sax suscitano sensazioni che lasciano pochi dubbi. Come un inno sommesso alla bellezza trova la sua giustificazione “Last Train Home” di Pat Metheny: la chitarra sale in cattedra per poi lasciare spazio all’assolo di Ottaviano; tutto si fa gioia pura in un cesello di emozioni. Alla musica si alternano le letture, riflessioni di Calvino e Pasolini, scenette di Maurogiovanni che guidano per mano tra i vicoli di Bari vecchia; e così ci sta pure a meraviglia la “Ninna nanna di San Nicola”, cantata da Chiumarulo. E non può (non deve!) mancare un affondo nel discorso pacifista in un mondo sempre più votato alla guerra: “Dal fronte non è più tornato” del cantautore Vladimir Vysockij è una delicata e struggente denuncia.
Il bis riporta un po’ di allegria, perché comunque il Natale è una festa: “The River Sings” di Enya invita ad accompagnare il ritmo.
Applausi e tanta letizia nelle strette di mano, anche con i musicisti.
Con questo concerto si è conclusa anche l’attività “La conoscenza della cultura” curata dall’associazione “Nel gioco del jazz” nell’ambito del progetto URBIS promosso dal Comune di Bari, un progetto rivolto alle periferie della città. Il progetto è partito nel 2019 ma il suo svolgimento ha subìto dei rallentamenti a causa della pandemia. A Japigia tutte le iniziative si sono svolte negli ambienti della Parrocchia San Marco.
“Si è registrato un ottimo riscontro di pubblico, con circa un migliaio di presenze alle varie manifestazioni – ha dichiarato con soddisfazione Donato Romito, presidente di “Nel gioco del jazz” – e altre 150 a corsi e laboratori”. Ci sono stati concerti, dibattiti, occasioni multiculturali in partenariato con l’Associazione Pagina Bianca ivoriana, controlli e monitoraggi ambientali, nonché attività sportive, laboratori di recitazione per adulti e bambini.
Avere colto nel segno in questi casi è motivo di orgoglio.




















