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Antonio Decaro contro il Consiglio Regionale: “Altro che legge anti-Decaro, è una norma anti-decenza”

Il Consiglio Regionale si è fatto un regalo: con un emendamento recentemente approvato si è stabilito che i Consiglieri regionali resteranno in carica anche in caso di dimissioni del Presidente della Giunta per altri 9 mesi + 30 giorni. Il che equivale a dire che in ogni caso sono garantiti altri 10 mesi di stipendio per i Consiglieri Regionali che vanno a rimpinguare le loro casse anche nel caso in cui la legislatura si dovesse sciogliere anticipatamente in caso di dimissioni.

Sullo sfondo la posizione di Michele Emiliano. Cosa farà il Presidente? Dopo i due mandati alla guida della Regione Puglia proverà il “salto” a Roma o a Bruxelles? E chi prenderà il suo posto a capo della coalizione di centrosinistra?

In molti hanno visto questa disposizione come una sorta di “norma” anti-Decaro per porre un freno alle aspirazioni del sindaco di Bari che, legittimamente, sta pensando alla sua futura collocazione politica quando avrà esaurito il suo doppio mandato alla guida del Capoluogo pugliese. Di fatto nello scenario (non certamente assurdo) di dimissioni di Michele Emiliano per le prossime elezioni europee, nel 2024, il Consiglio Regionale resterebbe in carica un altro anno, invece che andare ad elezioni e lasciare “libero” il posto di candidato presidente ad Antonio Decaro, che nello stesso anno terminerà la sua legislatura al Comune di Bari.

Ed oggi il duro commento social del primo cittadino di Bari, che punta il dito contro la scelta del Consiglio Regionale, a suo dire, di una “legge anti-decenza”.

“Invece di pensare al futuro di Decaro – scrive – qualcuno ha provato a spiegare ai cittadini pugliesi, come sia possibile che in un periodo come questo, di difficoltà per tanti, dei consiglieri di maggioranza e di opposizione si trovino d’accordo nel garantirsi altre dieci buste paga da 10 mila euro ciascuna oltre la fine naturale del loro mandato?”

Sul suo futuro, invece, Decaro non si sbottona.

“Ho altri diciotto mesi per fare il sindaco di Bari nell’unico modo che conosco: lavorando con impegno ogni giorno insieme ai cittadini. Perché le cariche pubbliche vanno onorate con disciplina e onore: non sono assicurazioni sulla vita né posti di lavoro a tempo indeterminato. Così come non esistono ruoli predestinati né futuri già scritti”.

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Redazione
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