E’ uscito a settembre, per la casa editrice siciliana Kimerik, un libro scritto dalla poetessa e scrittrice galatinese Silvia De Lorenzis che racconta una storia forte e coinvolgente. Una storia di violenza, ma anche di amore e di rinascita. Una storia come tante, purtroppo. La violenza è all’ordine del giorno, quella sulle persone deboli e indifese, se possibile, fa ancora più arrabbiare e restituisce un senso di impotenza difficile da gestire.
La protagonista del racconto proviene da una famiglia per nulla unita, e decide di fare le valigie e abbandonare la casa per cercare il suo futuro lontano. Si trova, quindi, a ricominciare da zero. Anche con gli affetti. E con gli affetti, si sa, può andare bene come può andare male. A lei va malissimo, perché oltre a trovare ciò che amore non è trova la violenza domestica. E di conseguenza la solitudine. Riesce, però, anche a trovare la forza per reagire.
La scrittura, lo stile, le parole, mai banali e la cui scelta appare sempre accurata, ci fanno immergere in un mare di immagini che fanno da contorno al racconto, un mare di sensazioni, emozioni e sentimenti. A questo si affianca la meravigliosa descrizione dei posti nei quali si svolgono i fatti. Dalle metropoli alle bellissime piccole realtà della Puglia. Difficile, pur conoscendole benissimo, non innamorarsi alla prima lettura.
“Non è mai troppo tardi per invertire la rotta” è un racconto di speranza, di rinascita, di rivincita e di amore.
Ne abbiamo discusso con l’autrice, Silvia De Lorenzis, ponendo a lei qualche domanda per approfondire questa storia e la sua attività di scrittrice.
- Il libro è uscito a settembre ma da quanto vediamo già ti sta dando delle buone soddisfazioni. Raccontaci di questi mesi, dall’uscita del romanzo fino al periodo natalizio dove, per fortuna, l’amore per la lettura si risveglia, anche grazie ai tanti regali e al calore della casa che molti scelgono per affrontare il freddo, anche se nel Salento ancora stiamo vivendo una stagione mite.
Iniziare a scrivere è stato il più bel regalo che potessi farmi, perché abbracciando il sogno di una vita ho avuto la possibilità di abbracciare tantissimi cuori, anime sensibili che riescono a leggere tra le mie pagine la vita, quella quotidiana, fatta di sorrisi e lacrime, gioie e dolori, rumori e silenzi, speranze e delusioni, fragilità e forza, perdono e coraggio.
Il mio precedente romanzo “Il cuore è il mio bagaglio a mano”, edito dalla casa editrice Kimerik nel mese di maggio 2021, ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari: si è classificato al primo posto per la sezione libri editi del Premio Letterario Nazionale Città di Taranto 2021, ha guadagnato un diploma d’onore al Premio Letterario Milano International, un diploma d’onore con encomio di merito al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti e un diploma di merito al Premio Letterario Victoria 3.0. Inoltre, si è classificato tra i finalisti del premio letterario Nabokov 2021 e del premio letterario nazionale Tre Colori, guadagnando un posto tra i 200 libri più belli d’Italia.
Il mio nuovo romanzo, “Non è mai troppo tardi per invertire la rotta” è stato pubblicato dalla Kimerik soltanto il 29 settembre 2022, ma ha già viaggiato tanto. Siamo stati alla fiera del libro di Chiari e alla Fiera di Roma “Più Libri, Più Liberi”; ho avuto il privilegio di poter raccontare questa storia in diverse radio italiane e continuerò a farlo; e poi dal mese di gennaio 2023 inizierò a presentare il romanzo anche dal vivo, tra la gente, in diverse città, e non vedo l’ora di fare il pieno di queste emozioni.
Nell’attesa di poter guardare negli occhi i miei lettori, mi lascio accarezzare il cuore dai numerosi attestati di stima e dalle bellissime recensioni che arrivano, inaspettate, sui miei profili social e su Amazon.
In questi giorni mi è capitato perfino di essere contattata da alcune persone per lasciare una dedica su alcune copie acquistate come regalo di natale per i loro cari. Ed è stato davvero tanto emozionante per me.
E poi sentirmi dire continuamente da chi non mi conosce di persona, ma sceglie di acquistare i miei libri, “mi sei arrivata dritta al cuore” colora di senso ogni storia che il mio inchiostro e il mio cuore hanno scelto di raccontare. Penso sia questa la soddisfazione più grande per uno scrittore.
- Il libro tratta di un tema delicato, spinoso e complesso. La violenza sulle donne. Ma anche tanto altro. Il tuo è un manifesto alla rinascita, spingi il lettore a crederci sempre e a non lasciarsi andare anche quando la situazione sembra complessa. Questa forza ti è stata utile e sarà stata utile anche a tanti lettori che hanno trovato nelle pagine una somiglianza con la propria storia. Pensi che bisogna fare ancora tanto sulla strada del rispetto per le donne e del genere umano in particolare?
Sicuramente negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscere, eliminare e prevenire la violenza, in tutte le sue forme, ma, purtroppo, la strada per una parità civile e sociale è ancora molto lunga.
Ogni anno il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio e sempre più spesso capita di trovare ovunque panchine e scarpe rosse, divenute simboli del tema e della giornata. Ricordare il fenomeno solo in un giorno ad hoc, però, non è la soluzione per un problema sociale persistente, perché ogni singolo giorno dovrebbe rappresentare un’occasione per dichiarare guerra alla violenza in generale e, soprattutto, alla violenza sulle donne e a quella assistita dai figli. Bisognerebbe partire dalle piccole cose, praticando la gentilezza, educando le giovani generazioni al rispetto, per se stessi e per gli altri, riconoscendo il valore della diversità, dell’uguaglianza e della libertà.
Il mio libro è nato nell’ultimo anno, mentre ero nel pieno della mia attività di assistente sociale. Ho pensato che la scrittura, oltre a regalare dei bellissimi viaggi emozionali abbia anche la responsabilità di trattare tematiche sociali importanti, contribuendo, nel suo piccolo, a informare, aiutare, sensibilizzare. Attraverso Anna, la protagonista del mio romanzo, ho voluto dare voce a tutte quelle donne che non hanno trovato ancora la forza e il coraggio di denunciare, donne violate nel corpo, ma soprattutto, nell’anima. Donne che nascondono una grande forza nel ripostiglio del cuore e che devono ancora trovare la forza di ribellarsi al dolore e invertire la rotta, prendendo la strada della libertà. Nonostante la tematica trattata, in questa storia ci sono moltissimi messaggi positivi, di speranza, perché come canta lo straordinario Antonio Maggio, cantautore salentino che ha fatto da colonna sonora al mio percorso di scrittura, “c’è ancora un fiore dopo una tempesta!”
- Il libro apre anche alle tante bellezze paesaggistiche della Puglia. Da Polignano a Mare a Lecce, dal mare del Salento, ai borghi e ai centri antichi della nostra regione. Qual è il tuo rapporto con queste zone che descrivi dettagliatamente?
Amo la mia terra, i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori. Adoro il mare, che è respiro per l’anima, carezza per la pelle e ossigeno per il cuore. La Puglia, il Salento per me non sono soltanto dei luoghi meravigliosi, da scoprire, ammirare e vivere; sono soprattutto emozioni, ricordi, persone, usi, costumi, tradizioni, che sporcano d’inchiostro e di cuore le pagine della mia vita e dei miei romanzi.
- Cosa rappresenta la scrittura per te?
La scrittura è il mio porto sicuro, il mio respiro, la mia oasi di libertà. Scrivere vuol dire dar fiato al cuore, abbracciare emozioni, stupirmi del mondo che mi circonda, vivere il momento, raccontarmi, raccontare, trasformare il silenzio in rumore. Adoro catturare scatti di vita, dare voce a chi vive nel silenzio, sporcare d’inchiostro la vita quotidiana e raccontare l’amore, in tutte le sue forme.
- Cos’ha in mente Silvia De Lorenzis? Parlaci di altri, eventuali, progetti.
Il mio cuore, la mia “penna” non si fermano mai e ho già in mente moltissime idee, ma per ora voglio godere appieno del mio presente. Grazie al mio nuovo romanzo sto collezionando emozioni meravigliose, che meritano di essere vissute intensamente. Del resto, come dico sempre, l’unico tempo che abbiamo è quello che stiamo vivendo, adesso, in questo momento esatto. Perché la felicità, quella vera, non conosce altro tempo se non il presente.
- Finiamo con un gioco. Se “Non è mai troppo tardi per invertire la rotta” diventasse un film o una serie tv, chi sarebbe l’attrice che interpreta Anna? E Luciano, Marco e Lorenzo?
E’ un gioco bellissimo…praticamente mi chiedi di sognare e io amo sognare!
Non è semplice però…se i personaggi fossero un pochino più maturi Anna potrebbe essere interpretata da Serena Rossi o da Valentina Lodovini, Luciano da Marco Giallini o Pierfrancesco Favino, Marco da Alessandro Gassman e Lorenzo da Giuseppe Zeno.











