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50 Sfumature di Silvio

Silvio Berlusconi è sicuramente un personaggio pittoresco e rocambolesco, ed ha stimolato nel corso dei decenni la fantasia, le mattanze, le opposizioni, e i colpi di teatro che si sono susseguiti nel tempo. Ed ancora oggi, a parabola politica discendente, non smette di regalare chicche ed esclusive.

Oltre l’attenzione esterofila, in cui viene disegnato per le strade di Bangkok, in Thailandia, con la scritta “Cinquanta sfumature di grigio” e il posto di primo piano nel Governo dell’amico Putin pronto, con passaporto internazionale e Ministero dell’Economia russo, anche in casa tenta di giocare qualche carta.

Fa notizia l’addio del plenipotenziario Denis Verdini, di cui si sospetta l’uscita concordata e magari anche retribuita (come fa sottintendere un altro ex azzurro, Maurizio Bianconi, storico tesoriere adesso NCD) e l’altro progetto che gli balena per la testa di fondare una nuova formazione: “Altra Italia”, in cui fare i migliori casting stile Mediaset, per lanciare nuovi volti. Personaggi della società civile, imprenditori, mattatori televisivi, insomma una nuova classe dirigente che poco abbia a che fare con i vecchi arnesi della politica; Arnesi, che promettono di dare battaglia se non ché, Silvio, immediatamente ha replicato a cena coi senatori: “Voglio morire presidente di Forza Italia”.

Velocità, tensioni, affermazioni, che comunque non si materializzano in una benché minima esposizione mediatica, anzi, ormai l’ex Cavaliere è lontano da mesi dalle luci dei riflettori.

Così manda in totale avanscoperta Salvini, che ha preso la golden share di un centro-destra inesistente. Ha occupato uno spazio di cui Berlusconi pare nemmeno preoccuparsi, mentre, nei più, si annida il sospetto che il Nazareno non sia mai deceduto, anzi,  risorge nelle pattuglie di transfughi (Alfano prima, Verdini poi).

Tolti Fitto e Fini, che sono andati via per motivi diversi, la strategia pare anche abbastanza ovvia. Prestare stampelle al Governo, darne una giustificazione all’opinione pubblica (delle rotture pilotate) e mantenere in casa soltanto l’ala aziendalista.

Stritolato il consenso e la lungimiranza, Forza Italia rimane un fondo pensione a partecipazione politica dei dipendenti Fininvest. Chissà che gli elettori non chiedano la cassa integrazione.

Twitter @andrewlorusso

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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