“Come volevasi dimostrare, i 680 milioni stanziati a inizio anno per l’ex Ilva sono stati un altro regalo ad Arcelor Mittal. Un regalo infiocchettato dal Governo Meloni, totalmente inutile sotto ogni punto di vista ma buono solo a stanziare nuove risorse pubbliche per un azionista privato che se ne frega del futuro di Taranto”. Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.
L’allarme è stato lanciato dalle aziende dell’indotto, ancora una volta strette tra commesse bloccate e fatture non pagate da parte di Acciaierie d’Italia. Il ritardo nei pagamenti delle fatture – che ciclicamente si cronicizza – e la sospensione prolungata degli ordini, sbloccata solo in parte da qualche settimana, pesano come un macigno sul destino delle ditte appaltatrici e, di conseguenza, sulle maestranze.
“Leggendo il grido d’aiuto lanciato dalle imprese dell’indotto, ne abbiamo l’ennesima conferma. Di quei soldi, nemmeno un euro è stato destinato al pagamento di fatture congelate da mesi e mesi. Adesso tante aziende sono al collasso e il rischio di assistere a centinaia di licenziamenti è sempre più reale.”
“Il Governo Meloni è complice del disastro provocato dai vertici di ArcelorMittal e totalmente incapace di dare una direzione univoca di cambiamento a Taranto. Cosa deve accadere affinché il Presidente del Consiglio e il Ministro Urso si convincano di tagliare per sempre i legami con AM e rimettere nelle mani dello Stato la delicatissima condizione in cui versa l’acciaieria di Taranto? Quante altre milioni di ore di cassa integrazione dovremo attendere, quanti fallimenti aziendali, prima che il Governo muova un dito per salvare una situazione disperata sotto ogni punto di vista?”











