Stanno aumentando le imprese artigiane in Puglia: nel primo trimestre di quest’anno se ne contavano 71.867 mentre oggi siamo arrivati a 71.985. È lo 0,2% in più a fronte, invece, di un calo nel manifatturiero. Questo emerge dal quinto report sulla nati-mortalità delle attività economiche, elaborato dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Unioncamere-Infocamere.
Il saldo positivo è dovuto all’apertura di 69 ditte di costruzioni, pari ad una crescita dello 0,3%. Anche le attività di servizi sono aumentate di 69 unità, pari ad una crescita dello 0,6%. Seguono le agenzie di viaggio e noleggio, con un incremento del 1,7%. Diminuiscono, invece, le attività manifatturiere che hanno perso 21 unità. Negativo anche l’andamento del commercio all’ingrosso e al dettaglio, che comprende per la maggior parte aziende erogatrici di servizi alle persone ed alle imprese e del settore dei trasporti.
“I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – ha commentato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – registrano per la prima volta dopo molto tempo l’arrestarsi dell’emorragia delle imprese artigiane pugliesi. Certo, parlare di inversione di tendenza è prematuro, ma quantomeno la caduta dei trimestri precedenti sembra essersi arrestata. Continua invece ad arrancare il manifatturiero, sebbene i dati del comparto dimostrino anche in questo caso un miglioramento della tendenza. Tutto ciò – ha proseguito Sgherza – documenta ancora una volta che, in un contesto decisamente sfavorevole, come quello drammaticamente descritto dal recente rapporto SVIMEZ sul Mezzogiorno, se ci sono imprese che continuano a nascere, quelle sono le imprese artigiane. Queste ultime sono le uniche ad avere le caratteristiche di adattabilità necessarie a farle attecchire anche in un territorio a rischio di desertificazione imprenditoriale. Ecco perché è più che mai necessario supportare con maggior convinzione l’artigianato, riducendo gli ostacoli che ne minano lo sviluppo: fisco, burocrazia, inefficienza dei servizi pubblici, criminalità: sono queste le pesanti catene che impediscono alle piccole imprese ed alle imprese artigiane di esprimere appieno il proprio potenziale e di guidare non solo la nostra Regione, ma tutto il Mezzogiorno fuori dalle paludi in cui annaspa da decenni”.











