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Si è tenuta questo pomeriggio la conferenza stampa di Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce.
Nel corso dell’incontro davanti ai giornalisti il presidente ha fatto una doverosa premessa sottolineando che ciò che accade oggi nel calcio influisce su ciò che accade all’interno di una società come quella leccese. Accanto a questo ha sottolineato che le scelte del Lecce sono frutto di un progetto e una prospettiva più grandi.
In questo momento, secondo Sticchi Damiani, esiste un dualismo: da una parte un blocco con le squadre grandi (con prospettive europee), dall’altro quello con le medio-piccole.
Il progetto del Lecce
Non avendo, le piccole, i bonus europei, hanno solo la possibilità di attingere denaro dalla vendita dei diritti televisivi. Anche qui, tuttavia, prevale la regola che i grandi percepiscono di più e i piccoli di meno, andando a rinforzare e non ad indebolire il dualismo di cui sopra.
Le piccole, con pochissime risorse, possono o fare rinunce o indebitarsi. La strada del Lecce, a differenza di altre, è stata quella di non indebitarsi e al tempo stesso investire sul settore giovanile. Ovviamente, tale visione ha un prezzo da pagare: quello di rendere il progetto stesso difficilissimo.
Tra le piccole, poi, troviamo le neo-promosse, ancora più penalizzate (dal fatto di dover “finanziare” la Serie B, dal fatto di non accedere alle plus valenze) e il Lecce in particolare che a gennaio ha deciso di non capitalizzare alcuni gioielli, con l’unico obiettivo quello di salvarsi. A ciò si aggiunge una politica societaria volta a migliorare il proprio stadio, con interventi annuali.
Lo stato del Lecce
Nonostante queste difficoltà, il Lecce non ha debiti, una parte del proprio budget è devoluto alla Primavera che sta facendo grandi cose, è stato abolito ogni tipo di spreco, vi è un lavoro costante e professionale da parte di tutto lo staff. Alcune valutazioni lette sulla stampa, ha continuato Sticchi Damiani, sono apparse veloci e imprecise. Il solo percorso per portare fuori dalla C il Lecce è stato fatico e intenso. Basti pensare che è costato 25 milioni.
Per durare, una società deve raggiungere l’equilibrio economico-finanziario. Il progetto Lecce va esattamente in questa strada. La visione è di prospettiva, anche se ora si è in una fase di difficoltà, ma quello del Lecce resta un vero grande progetto di calcio (parole ripetute più volte e con enfasi).
Il Lecce oltre a meritare la Serie A ha voglia di mantenerla. Il Lecce ha la squadra più giovane della Seria A e una Primavera prima nel campionato con +10 sulle altre. Conservarla significa crescere sempre di più.
Quanto al campionato di calcio di Seria A, 1 punto in 7 partite è sicuramente un fattore che causa dispiacere e tanto. Resta il fatto che, però, può succedere ed è accaduto (anche alle grandi). In queste 7 gare, alcune sono state giocate bene, la squadra mi è piaciuta, ha affermato Sticchi Damiani.
Il livello di difficoltà è massimo, nonostante ciò la situazione è di 28 punti con un vantaggio di +5, che è un’opportunità grandissima.
Gli altri momenti di difficoltà maggiori
Le difficoltà superate, nel corso degli anni, sono state maggiori rispetto al punto in sette partite. Dopo la partita contro il Siracusa ci fu anche lì una contestazione e un confronto acceso ma leale con la Curva Nord, in cui ci siamo parlati da uomini.
La retrocessione dalla A alla B fu ingiusta, la non promozione, dopo un campionato ai vertici, fu tragica. E’ facile sprofondare dopo questi momenti, e a molte squadre è successo. L’obiettivo, perciò, deve essere ricompattarci tutti e ripartire.
Lo staff e i tifosi
L’allenatore fa un lavoro perfetto con un gruppo esordiente e straniero.
I giocatori rappresentano un nucleo forte e coeso, senza mele marce. Ho mandato via gente che non rispettava la maglia. Il gruppo di oggi non presenta criticità. Nessuno pensa al personale, ma ognuno pensa al gruppo. Con l’obiettivo di raggiungere la meta.
I tifosi fanno gli stessi identici nostri sacrifici, in termini economici ma non solo.
A questo punto il presidente si è fermato e ha detto una cosa simbolica: Nessuno aiuta il Lecce. Il riferimento è evidentemente al sistema calcio, ad alcuni errori arbitrali e al fatto che certa stampa fomenti le divisioni. Motivo per cui bisogna stringersi intorno al gruppo. Chi enfatizza le frasi come quelle di Baschirotto ha l’obiettivo di spaccare il gruppo.
La salvezza può essere il primo trampolino per raggiungere altri obiettivi.
Il presidente ha risposto alle domande dei cronisti.
La contestazione come è stata presa dai giocatori?
I ragazzi sono dispiaciuti dopo la gara non vinta come avremmo dovuto. Noi abbiamo spiegato loro che le parole della Curva Nord sono figlie del rammarico e del dispiacere. Le parole devono spronarci per fare di più e meglio.
Rispetto, al tempo stesso, chi ritiene che la squadra debba dare di più e di più ha chiesto.
Le critiche dei tifosi sono frutto della passione.
Non ho rapporti con la tifoseria e non conosco la loro posizione, ma siamo pronti al confronto come fatto in passato. Direi loro quello che ho detto in questa conferenza stampa.
Il mercato di gennaio può non essere stato all’altezza?
Nel mercato di gennaio non ci si è risparmiati per favorire la Primavera (risorse già stanziate). E’ stato un mercato con interventi mirati in base alle esigenze e alle richieste. Del resto le squadre medio-piccole hanno gli stessi standard offensivi, se si valutano i numeri realizzati dagli attaccanti della squadra giallorossa.
Come vede il futuro?
Mi aspetto di vedere una reazione feroce ma anche di qualità. Già con la Sampdoria (e col Napoli) ho visto una squadra di carattere.











