Correva il 1985 quando Carlo e Diana fecero il trionfale viaggio in Italia, di stratosferico successo: spostandosi per l’intera penisola, da Nord a Sud, i principi vennero accolti festosi da folle oceaniche in tutte le piazze italiane.
L’allora futuro erede al trono inglese, e che da ieri è l’effettivo re del Regno Unito e di tutti i possedimenti britannici sparsi per il mondo, desiderava moltissimo visitare il belpaese per poter ammirare la meraviglia paesaggistica, architettonica e naturale, per poter conoscere dunque le più importanti città d’arte e apprezzare la delicatezza di un rosso di rigorosa produzione italiana.
Difatti, una scelta non casuale. Carlo III, fermo sostenitore della causa ambientale, vanta una lunga consuetudine con la lirica e le arti pittoriche, oltre ad essere grande appassionato di agricoltura e vini.
In realtà, la tournée, già programmata per l’autunno del 1984 poi rinviata a causa della seconda gravidanza di Diana, era la tappa fondamentale dei Gran Tour, il celebre viaggio formativo che per le alte classi britanniche che rappresentava il rituale di passaggio dalla gioventù all’età adulta.
Infelicemente sposati (ma ancora pochissimi lo sapevano) da meno di quattro anni e già genitori di William e Harry, la giovane coppia regale soggiornò in Italia per circa due settimane, esattamente dal 19 aprile al 5 maggio. L’agenda della pseudo-vacanza annoverava diversi incontri istituzionali, celebrazioni solenni, cene di gale affollate di aristocrazia italiana e, infine, visite a chiese e musei.
“Viaggio d’amore di Carlo e Diana”
Il “viaggio d’amore di Carlo e Diana” nel belpaese, così come definito da molti giornalisti ancora ignari della reale situazione della coppia, incominciò il 19 aprile dalla Sardegna per poi proseguire a La Spezia dove il principe ispezionò l’arsenale militare.
Il successivo passaggio a Milano poiché il Windsor era tanto desideroso di vedere la “Turandot” alla Scala.
Nei giorni seguenti i principi si spostarono in Toscana, per la tappa più attesa per Carlo visti i suoi interessi artistici. Furono accolti sull’Isola Bella e visitarono, il 23 aprile, il comune di San Miniato (PI); non poteva certo mancare la Culla del Rinascimento, luogo di inestimabile grandezza culturale.
Nel diario di viaggio del giovane principe del Galles, lo stesso scriveva: «Ero eccitato all’idea di vedere Firenze». Ogni aspettativa fu in effetti abbondamene superata e Carlo, innamoratosi follemente della terra toscana, vi tornerà più volte per dipingere vigne e ulivi.
Il 26 aprile la royal family giungeva a Roma: nella Capitale il designato al trono incontrerà le cariche istituzionali, quali i Presidenti del Senato e della Camera, Francesco Cossiga e Nilde Iotti, il Capo del Governo, Bettino Craxi, e il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Nel mentre, lady D meno formale e più umana, faceva visita ad alcuni reparti dell’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù”.
I principi non mancarono nella visita della Città Eterna; il 29 aprile si recano poi al cimitero di Anzio (RM) per una celebrazione in memoria dei caduti e, a seguire, si spostarono in Vaticano per la tappa più difficile e spinosa di tutto il viaggio: la visita a Papa Paolo Giovanni II. L’incontro alimentò non poche polemiche per via del credo protestante diffuso nella monarchia inglese; nell’intento, Carlo voleva contribuire alla distensione dei rapporti tra cattolici e anglicani ma ne fu in totale disaccordo la Regina.
Il 30 aprile raggiunsero la Sicilia e sull’isola visitarono le splendide città di Catania, Siracusa e Taormina.
La tournée reale si sarebbe conclusa tra gli incantevoli canali d’acqua di Venezia ma non prima di aver fatto un’ennesima tappa, questa volta in terre pugliesi.
La Puglia accoglie Carlo Windsor e Lady D
Dopo la tappa siciliana, il 2 maggio 1985 il principe del Galles e la sua consorte arrivarono in Puglia.
Accolti da una ressa di gente in festa in una giornata calda e solata, i principi giunsero in Bari, ai piedi del sagrato della Basilica di San Nicola. Lui elegante nella semplicità di un costume grigio. Lei, bellissima, con un abito in seta bianco, in due pezzi, ed in mano un bouquet di rose arancioni.
Non si sottrassero al calore dei pugliesi che nei loro confronti nutriva grande simpatia. La loro genuinità aveva fatto breccia nel cuore dei tantissimi accorsi all’appuntamento. Mai stanchi di salutare e sorridere ai presenti, strinsero mani protese per poi visitare il Duomo di Bari, ufficialmente la Cattedrale Primaziale di San Sabino.
Seguì Trani, dove vi arrivarono a bordo del royal Britannia, acclamati in porto da un’altra larghissima folla. I coniugi regali restarono profondamente incantanti dalla Basilica dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta: in particolare, per la principessa la Città e la sua Cattedrale diverranno il posto più bello visto in Italia.
Fu poi la volta di Molfetta. Carlo e Diana furono ospiti dell’Istituto “Leonardo Apicella” fondato nel 1864 da Padre Luigi Aiello. Nell’istituto la coppia regale venne acclamata, tra fazzoletti e bandierine sventolate per aria, da circa duecento bambini audiolesi: ad essi i principi mostrarono un volto meno ufficiale, più intimo, sedendo sugli sgabelli in un clima maggiormente familiare tra chiacchiere, sorrisi e giochi.
Sotto il sole cocente di mezzogiorno hanno assistito ad un saggio di danza preparato dai fanciulli in loro onore. Al termine dello spettacolo, Carlo e Diana hanno fatto ritorno a Bari: nel capoluogo pugliese pranzarono al rinomato Circolo della Vela assaporando il piatto tipico della città, orecchiette fresche e cime di rape.
Un ultimo giro nel pomeriggio per visitare la parte vecchia di Bari prima di salutare la Puglia e salpare alla volta di Venezia, ultima tappa della tournée reale nel belpaese.
Il viaggio in Italia «è stato memorabile» ammetterà nel suo diario il nuovo re del Regno Unito, Carlo III.
(Nella foto Carlo, Diana e l’allora Presidente del Senato Francesco Cossiga)











