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Ex Ilva, un tavolo tecnico per arrivare ad una posizione unitaria della Puglia

Quale strategia per il futuro di Taranto? E’ necessario, per la definizione del tavolo nazionale sul futuro dell’ex Ilva e dell’impianto siderurgico jonico, che la Puglia abbia una visione unitaria e costante di cosa e come sviluppare l’impianto siderurgico di Taranto, tra decarbonizzazione e sviluppo industriale, tra esigente urgenti di bonifica del territorio e tutela della salute della popolazione.

Si terrà domani mattina a Bari, su iniziativa del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha risposto positivamente alla richiesta del consigliere Marco Galante, un incontro sull’ex Ilva alla quale sono invitati a partecipare i consiglieri regionali della provincia di Taranto, il sindaco di Taranto, il presidente della Provincia di Taranto.

L’incontro è funzionale alla attivazione di un tavolo regionale politico in capo alla Giunta in cui ci sia la più ampia partecipazione delle parti coinvolte, che debba giungere alla definizione di un documento che rappresenti la posizione unitaria della Regione, da portare al Tavolo Nazionale per la redazione dell’Accordo di Programma per l’ex Ilva di Taranto. Un documento nel quale si identifichi il possibile percorso di riqualificazione condivisa non solo di un territorio, ma di una intera Regione.

“In un momento così delicato per la città di Taranto – dichiara Galante – la politica locale non può restare a guardare. Ho parlato con il presidente che mi ha assicurato la convocazione dell’incontro nelle prossime settimane. Lo scorso aprile il Ministero delle Imprese (l’ex Mise)  ha fissato un vertice tra il Comune di Taranto, la Regione Puglia e le Regioni sedi di impianti di Acciaierie d’Italia per l’avvio di un tavolo per la redazione dell’Accordo di programma. Nel rispetto delle competenze istituzionali degli enti convocati al tavolo e di tutti gli attori interessati, serve che il processo sia seguito da vicino da chi vive questo territorio tutti i giorni. In campo ci sono l’utilizzo delle risorse europee, del PNRR e del Just Transition Fund che per la transizione ha assegnato a Taranto 800 milioni su un totale di 1,2 miliardi assegnati all’Italia. Taranto ha diritto ad una transizione verde, economica e sociale nel rispetto del diritto alla salute e sicurezza, della produzione, della tutela dell’ambiente e dei livelli occupazionali. Un processo che deve essere condiviso, come accaduto in altre città europee. Non si può prescindere da una valutazione dell’impatto occupazionale e sociale delle politiche e dei fondi, fino ad ora purtroppo assente. Le ricadute occupazionali, non si possono considerare solo strumenti di supporto al reddito, ma le azioni da mettere in campo devono essere orientate alla riqualificazione dei lavoratori, alla valorizzazione delle competenze, alla creazione di opportunità di lavoro sia per la città sia per l’indotto, a percorsi di accompagnamento di politiche attive sui territori. Taranto non deve più essere costretta a scegliere tra diritto alla salute e diritto al lavoro”.

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Redazione
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