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Funerali dei due bambini affogati. L’arcivescovo: “Serve un piano serio di accoglienza e integrazione”

”In quel luogo il dolore è troppo grande il mio appello è trovare una casa alternativa, un alloggio che permetta a loro di continuare il lavoro che è prezioso”. E’ l’appello lanciato nel pomeriggio di ieri dall’arcivescovo Franco Moscone nell’omelia tenuta durante i funerali di Daniel e Stefan Nicolae, i due fratellini di 6 e 7 anni, di famiglia rumena, annegati martedì in una cisterna di superficie per l’irrigazione nelle campagne tra Manfredonia e Zapponeta.

La famiglia rumena vive in un’abitazione annessa a un’azienda agricola nella vasta piana a pochi chilometri dal litorale tra Manfredonia e Zapponeta, in località Fonte Rosa, dove sono numerosi gli stranieri che lavorano in agricoltura o negli allevamenti. La cisterna di acqua piovana per l’irrigazione dove sono morti i bambini si trova in un’area vicina di proprietà privata, delimitata da una recinzione che in alcuni punti è malmessa e divaricata, tanto da poter consentire l’accesso.

L’arcivescovo, durante i funerali dei due bambini, durante il quale è stato decretato il lutto cittadino a Manfredonia, ha ribadito la necessità di un piano serio di accoglienza e integrazione per le tante famiglie di migranti che vivono nella vasta piana del Tavoliere in aziende agricole e allevamenti. L’arcivescovo si è detto rammaricato anche perché la chiesa oggi non era gremita. ”Mi sembra che manchi il popolo di Manfredonia anche se ci sono i rappresentanti delle istituzioni, non è un bel segno”, ha detto.

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Redazione
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