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Bari, piste ciclabili light odi et amo

Oltre al tema caldo sul futuro candidato sindaco al comune di Bari c’è un altro argomento che fa presto a scaldare gli animi dei baresi. Disagio, sicurezza, incidenti, pericolo. Sono solitamente queste alcune delle parole chiave che vengono associate al secondo argomento che tiene banco per strada e sui social e che diventa in breve tempo tema al centro del dibattito politico tra le varie fazioni.  Si tratta chiaramente delle ormai celebri piste ciclabili cosiddette light ovvero quelle realizzate mediante uso della sola segnaletica stradale orizzontale.
Per quanto infatti si strizzi l’occhio quotidianamente alle diverse capitali europee (senza dimenticarsi però che se Parigi avesse il mare…..) e si ambisca spesso a vivere come a Londra, Berlino e Amsterdam con paragoni talvolta esagerati e circostanziali ecco però che non appena viene introdotta qualche novità, questa venga subito criticata senza se e senza ma.  Che il nuovo ci spaventi non è una novità. Ci irrigidisce, ci allontana, ci divide, ci porta fuori dalla nostra comfort zone. È stato così per il Ponte Adriatico, per le nuove aree verdi, per la sostituzione dei petali allo Stadio San Nicola. Insomma il desiderio di avvicinarci e di assomigliare alle varie capitali europee è direttamente proporzionale alla nostra volontà di autoinfliggerci e criticarci senza sosta.
A rendere curioso questo tema ci hanno pensato i social. Negli ultimi giorni infatti sono comparse alcune foto che lasciano poco spazio all’immaginazione.

Piste ciclabili che terminano sul marciapiede, e ancora piste ciclabili “invisibili” ai ciclisti stessi. È chiaro che, come in tutte le transizioni, occorre analizzare la questione in maniera neutra e imparziale. Nella prima immagine vi è certamente un lavoro non ancora ultimato. Tuttavia, non essendoci alcuna segnalazione ad informare i cittadini, la foto si presta a facili ironie e fraintendimenti. Stesso dicasi per la seconda immagine che riprende un ciclista indifeso alla mercé dei famosi e temutissimi pirati della strada, gli autisti distratti (loro!). Ora, posto che la pista ciclabile è stata fatta pochi giorni prima e che ci possa essere dello smarrimento da parte dei ciclisti stessi non abituati a corsie a loro dedicate, certamente bisogna che ognuno di noi viva la città, Bari ma non solo, con più attenzione.
La città cambia sotto i nostri occhi, va curata al centro come nelle periferie. Va attraversata ogni giorno con occhi nuovi affinché sensibilità ambientale, transizione energetica, inclusività e resilienza ai cambiamenti climatici non restino solo parole, temi e obiettivi oggetto di dibattito del vertice della COP 28, tenutosi a Dubai, ma diventino per ogni cittadino, di ogni fazione politica, segnali di partecipazione attiva e di amore verso le nostre città.

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