Ancora un nulla di fatto per la vertenza del siderurgico che riguarda soprattutto l’impianto industriale di Taranto ex Ilva, attualmente Acciaierie d’Italia.
Dall’assemblea riunita oggi a Milano non sono arrivati passi in avanti sul futuro del siderurgico e l’azienda ha convocato un ennesimo Cda per il prossimo 28 dicembre. Le premesse non sono confortanti e continua il braccio di ferro tra il socio pubblico, Invitalia (38%), e quello privato, ArcelorMittal (62%).
Oggi la riunione si è conclusa con un nulla di fatto perchè nella riunione di ieri del board fissata ieri non si sarebbe presentato il socio di minoranza (i tre consiglieri di amministrazione), Invitalia, con la conseguente impossibilità di deliberare sulla proposta che oggi sarebbe dovuta passare al vaglio dell’assemblea dei soci.
Una proposta che prevedeva, secondo quanto si legge nel documento rimasto sul tavolo, un aumento di capitale di 320 milioni a cui i soci avrebbero dovuto partecipare pro-quota entro il termine del 31 gennaio 2024 “ad un prezzo di sottoscrizione pari a 1 euro nominale per azione, con la precisazione che a ciascuna azione spetterà un diritto di voto secondo quanto previsto dall’articolo dello Statuto”.
Laconico il comunicato dell’azienda: “A seguito dei lavori assembleari della giornata di oggi, Acciaierie d’Italia comunica che è stato convocato un consiglio di amministrazione per il prossimo 28 dicembre, con l’obiettivo di formulare un nuovo testo di delibera da proporre all’assemblea degli Azionisti a sostegno del fabbisogno finanziario alla Società”.











