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Mentre a sinistra continuano le telenovelas tra candidati che si fanno da parte, candidati che non si candidano e candidati che non sanno di essere candidabili, nel centrodestra tira aria di cambiamento e di rinnovamento. A svegliare gli elettori della città di Bari ci pensa Fabio Romito, in quota Lega e attualmente Consigliere regionale. Il messaggio è chiaro e senza troppi giri di parole: Bari ha bisogno di “novità e di entusiasmo”.
Il passato
Romito parla di dibattito surreale “per la sinistra barese, la città di Bari è un affare dinastico”. La soluzione, continua, è quella di “offrire legittimamente un’alternativa moderata e progressista per interrompere il perdurare di un periodo, lungo ormai 20 anni, in cui il centrosinistra è stato di casa a Palazzo di Città”. Il Consigliere non usa mezzi termini per definire le elezioni in arrivo come una battaglia di civiltà. L’attacco poi è diretto “nessun riferimento a rinnovamento, programmi o idee. Le facce da vent’anni sono sempre le stesse, i nomi e i cognomi sono sempre gli stessi”. La sinistra sta cercando il miglior candidato sindaco per la città? No, per il Pd!” Una mediazione per trovare il miglior profilo per risolvere liti e dissidi all’interno del partito. Professare il credo della modernità attuandolo con gli stessi nomi che governano da 20 anni ogni decisione della città non è la soluzione giusta. “Bari torni ai baresi e non ai Baroni”, il riferimento risale allo scandalo dei concorsi truccati che colpì Bari, ma non solo, nella prima decade del 2000.
Il presente
Mentre nel centrodestra, continua Romito, “attraverso dialoghi e discussioni, il dibattito si focalizza poi sulla ricerca del miglior candidato sindaco per la città, nel centrosinistra invece continua il ritornello -non si può lasciare Bari alle destre -“. Bari, prosegue Romito, non è un né feudo né una loro proprietà. L’atteggiamento anche nei confronti dell’amministrazione De Caro, ancora in carica fino alle nuove amministrative, è sembrato molto rispettoso sottolineando l’opportunità di cambiare ciò che non va, preservando le cose buone che sono state fatte in questi anni.
Il futuro
La promessa appare chiara, coinvolgere e rendere partecipi i cittadini: “Essere protagonisti del cambiamento della nostra città” questo il messaggio. La riforma riparte, calcisticamente parlando, dal puntellare la squadra per presentarsi al mercato di riparazione con una formazione in grado di vincere il campionato e di andare in serie A. Cambio di rotta dunque e di idee: “aprire le finestre e fare entrare un po’ di aria fresca e nuova”. Priorità legate a temi cari a buona parte della cittadinanza: più sicurezza e meno multe, ascolto attivo in particolar modo verso chi, finora, non è stato ascoltato, maggiore attenzione nei confronti di chi è in maggiore difficoltà socio-economica.
La sintesi
Sicuramente il discorso di Romito denota il buono stato di salute della coalizione di centrodestra, che forte dell’appoggio del Governo nazionale, pensa in grande e si spinge verso un confronto che si preannuncia molto interessante. Ad ogni modo, per le cittadine ed i cittadini baresi, c’è ancora tempo per scegliere e decidere. I programmi e i candidati non sono ancora stati definiti. Certamente il centrodestra, in questi ultimi mesi, è apparso più unito e pronto a far fronte comune. Il centrosinistra prosegue l’attività di mediazione interna. Una cosa è certa, chi verrà eletto per i prossimi cinque anni, dovrà occuparsi dell’identità culturale della città che cambia giorno dopo giorno con una vocazione sempre più profondamente turistica. Non va però snaturato il suo cuore e le sue tradizioni. Bisogna rendere più sicura la mobilità soprattutto delle piste ciclabili light e ridurre le distanze tra centro e periferia. Ripartire dalla cultura per renderla più fruibile per tutti, così come andrebbe ripensato il mondo del lavoro con un dialogo più concreto e sincero tra mondo scolastico-universitario e aziende in modo da raggiungere una sintesi perfetta che raccolga consensi trasversali al di là del colore politico.











