Domenico Progna ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della testata sportiva News.Superscommesse.it. L’attuale responsabile del settore giovanile del Campobasso, la squadra della sua città e con la quale ha debuttato nel grande calcio, in questo estratto ha espresso un parere sul difficile momento del Bari, formazione nella quale Progna ha militato per due stagioni.
Molto diversa è la situazione del Bari. Non troppo tempo fa disse che vedeva più probabile la cessione del Napoli da parte dei De Laurentiis piuttosto che del Bari, parere condiviso da molti. Secondo lei può essere cambiato qualcosa dopo il traumatico epilogo della scorsa stagione e le difficoltà che si stanno incontrando in quella attuale, con i tre cambi di allenatore?
“Non conosco i piani dei De Laurentiis, ma tra due o tre anni arriverà il momento di scegliere. A Napoli hanno fatto qualcosa di enorme vincendo lo scudetto e qualificandosi spesso in Champions, ma ripetersi non è facile e lo abbiamo visto. Quella di Bari potrebbe essere la piazza giusta per provare a rifare qualcosa di importante, anche senza toccare quei picchi. Che questa stagione sarebbe stata travagliata era purtroppo da mettere in preventivo. Ripartire dall’ultimo minuto di quella finale playoff era difficilissimo. Per farlo si sarebbe dovuta costruire una rosa in grado di dominare il campionato. Non so se sia stato commesso qualche errore di valutazione dopo l’esonero di Mignani. Il compito di Iachini non sarà semplice, ma qualora riuscissero a qualificarsi per i playoff tutto diventerebbe possibile”.
Lei ha toccato con mano l’entusiasmo della piazza in quel 1991 in cui eravate partiti sognando la Coppa Uefa con grandi nomi, salvo poi finire poi in B e impiegando due anni per risalire. Il San Nicola era stato inaugurato da un anno e ci fu il record di abbonamenti. Riferendosi a quell’annata storta ha poi parlato di “peccati di presunzione e superficialità”. Vede parallelismi con l’epoca attuale?
“Sì, qualche analogia può esserci. L’anno prima la squadra si salvò alla penultima giornata battendo il Milan di Sacchi, ma Salvemini fu esonerato dopo due giornate del campionato successivo ascoltando gli umori della piazza che voleva cambiare. Fu costruita una rosa forte, ma purtroppo la svolta negativa coincise con il grave infortunio di Joao Paulo contro la Sampdoria alla seconda giornata. La società non lo sostituì e ci trascinammo tutto l’anno il problema del gol, pur subendone pochi. Quest’anno può essere stato sbagliato qualcosa a livello di programmazione, ma come ho detto era difficile ripartire con la “zavorra” di quella finale playoff”.











