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Caos arbitri, il silenzio di Abbattista: “Parlo solo con le istituzioni sportive e di governo”

A una settimana dalle sue dimissioni dall’Aia e dal gruppo Can, Eugenio Abbattista si è chiuso in un rispettoso silenzio a tutela del calcio ma soprattutto verso i suoi ex-colleghi impegnati nel week-end nelle gare di Serie A e B.

Molteplici sono stati i tentativi di emittenti televisive, giornalisti di vario ordine e grado, ex colleghi di campo e non, molti dei quali ignoti ad Abbattista, in cerca di scoop o peggio ancora di pseudo “rassicurazioni”. Abbattista non solo non ha risposto praticamente a nessuno, ma ai pochi soprattutto di importanti emittenti televisive, ha sempre e solo laconicamente rappresentato che finché non parlerà con le massime istituzioni del calcio e del governo non parlerà con nessuno. Non si è dimesso per questo. Non si è dimesso per notorietà, tutt’altro. Non si è dimesso per rincorrere “ospitate”. Davvero qualcuno credeva che Abbattista fosse così? Non si è dimesso perché preoccupato dalla graduatoria della stagione in corso, tutt’altro. Non si è dimesso perché preoccupato da ripercussioni, tutt’altro. Si è liberato. Punto.

Si è dimesso per senso di giustizia. Per dignità.

Per amore della sua famiglia. Per amore e rispetto della sua attività professionale.

Si è dimesso per riconquistare la libertà di azione e di parola a difesa del “pallone” e dello sport tutto. In una sola settimana di libertà molti i silenziosi successi morali ottenuti da Abbattista. Alcuni emergeranno nelle prossime settimane. Qui se ne elencano tre, i principali dei giorni scorsi. Il primo, aver finalmente mostrato a tutti gli associati che non solo essere liberi si può fare si deve fare se si vogliono cambiare le cose. Il secondo, aver smascherato lucidamente l’altalenante trasparenza di un forum di arbitri, rivelatosi apparato ombra di governo, dove ahinoi, vige un meccanismo di censura politicizzata, che in queste ore si cerca di mascherare dietro un “Abbattista non sa come funziona il forum”. Probabilmente ciò che sfugge a chi lo gestisce è che un uomo colto, un manager, prima di scriverci si è perfettamente informato non solo sul come, ma soprattutto sul chi c’è dietro. Colpisce che dal momento dell’uscita di Abbattista dal forum gli utenti latitano in tutte le chat dove prima brulicavano.

Sarà un caso, vero?

Terzo e ultimo punto, l’attenzione pro-attiva, di cui Abbattista non solo è grato ma si sente responsabile, delle massime istituzioni sportive e di governo a vario livello a cui Abbattista non si è proposto, come qualcuno, per mezzo di una trasmissione televisiva, ma è stato contattato – si fa così – perché immagine credibile, lucida, responsabile, trasparente di quei valori che Sport e Governo con granitica certezza oggi intendono tutelare. Anello mancante e debolissimo degli ultimi anni di “brutale e violenta politica” dell’Associazione Italiana Arbitri. Abbattista, fra le emozioni dell’addio e le ripercussioni, alcune davvero spiacevoli degli ultimi giorni e a titolo personale, continua ad allenarsi e revisionare con cura tutto il materiale in suo possesso per mettersi a disposizione, di sport e stato per un concreto cambiamento che non è più procrastinabile. Ora o mai più! Per essere Arbitri veri bisogna: “fare bene la prima volta e ogni volta” citazione cara al mentore di Abbattista Stefano Farina, in foto con lui nella copertina di quest’articolo.

Seguiranno aggiornamenti.

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