HomePoliticaDecaro difende Bari: «La città resiste alla mafia con dignità»

Decaro difende Bari: «La città resiste alla mafia con dignità»

È un fiume in piena Antonio Decaro. Il governo ha nominato una Commissione per scioglimento del Comune di Bari. Ma il sindaco non ci sta. Scatenato Decaro, indice una conferenza stampa alle ore 12. Arriva emozionato, un plico vistoso in mano, chiede la fascia tricolore ai suoi collaboratori. “Ho accompagnato tante persone a fare una denuncia anche durante le ultime elezioni amministrative, persone che venivano pagate per votare me. Li ho accompagnati io stesso a fare la denuncia”, dice con la voce rotta dalle lacrime. Ho visto e dovuto sopportare minacce, furti, rapine e sequestri di persone. Molti dei soggetti sono stati rinviati a giudizio, ci sono state estorsioni, denunce, ci siamo costituiti noi come parte civile”. Incredulo Decaro, dopo aver appreso la notizia della Commissione che valuterà se sciogliere il Comune a tre mesi dalle amministrative: “Allora toglietemi la scorta che ho da nove anni”. E ribadisce che con le mafie il Comune non ha mai collaborato, “Gli abbiamo tolto territorio, spiagge e risorse guardandoli in faccia con la fascia tricolore”.  Ammette di essere sotto scorta per colpa del clan Sedicina, che organizzava feste in strada durante la Candelora. Una festa fermata da Decaro nel Quartiere Libertà “Stop alla festa abusiva di quartiere” leggendo alcuni titoli di giornale dei mesi e anni passati. I proventi della ricettazione sulle mani di Gesù bambino. “Non comandano più loro, comanda lo Stato”. Ringrazia il Presidente e Vice Presidente anti-racket.  Le mafie si combattono scrivendo alla Prefettura, all’Antimafia continua. La mafia ci ha fatto causa anche con atti amministrativi. L’ombra dei clan si combatte al Tar, al Consiglio di Stato. Così si ferma la mafia.
Continua Decaro “Ho ricevuto minacce di morte per le fornacelle, per averle tolte durante la festività di San Nicola” senza girarmi dall’altro lato. Ho combattuto le estorsioni per le luminarie con sovrapprezzo,  le estorsioni per l’albero di natale, i proiettili nei cantieri.
E ancora “Non dobbiamo paura né vergogna di niente, la città è dei baresi, che sudano, che si lavorano, che si impegnano con onestà”. Ci son persone, dice Decaro, che non vogliono che questa città che cresca. Io ora devo difendere la mia dignità e la mia famiglia. “Ho servito con disciplina e onore e senza paura senza mai piegare la testa, senza mai girarmi dall’altro, da Sindaco da Presidente Anci, non ho mancato di rispetto nessuno neanche a chi mi attacca sui social”. Conclude poi “Chi mi attacca, ha fatto male i conti, i baresi non perdonano chi li tradisce. Non mi hanno fatto paura dei boss, i sedicina, i Parisi, i Capriati, i Diomede. Figuriamoci se devo aver paura dei politici dell’opposizione”.
Infine “Aspetto con serenità la Commissione. Bari ha 14 clan mafiosi ma resiste alla criminalità organizzata, a testa alta e con dignità“. “Bisogna essere orgogliosi dei baresi per bene. Grazie per essere venuti qua”, conclude poi.

 

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