Nella rassegna “Women in jazz”, organizzata all’Anchecinema di Bari, non poteva mancare Stefania Dipierro, una delle voci più significative e autorevoli della scena jazz barese. Molto nota negli ambienti musicali della città il suo curriculum la vede negli anni ’90 nell’associazione “Il Fez”, fucina di talenti dalla quale emersero insieme a lei musicisti come Gaetano Partipilo e Nicola Conte. La passione per la musica, soprattutto per quella sudamericana, l’ha portata a girare il mondo, le ha consentito di studiare tecnica vocale con Elvin Jones, Wynton Marsalis, David Liebman, e di incontrare Gilberto Gil, Caetano Veloso e Lucio Dalla, fra i tanti.
Per “Women in jazz”, ideata dalla Fondazione Pugliesi per la Musica con la direzione artistica di Antonio Pisani, Stefania ha realizzato “Amore.bis”, un progetto non nuovo, ma capace di volta in volta di rinnovarsi, che affonda le radici nel suo ultimo lavoro discografico, “Dichiarazioni d’amore”, risalente al 2021. Il tema dell’amore ricorre e permane nella sua mente, un amore inteso in tutti i sensi, disinteressato, un “dare senza farsene accorgere e senza aspettarsi nulla in cambio”, come afferma Battiato. Ed è proprio con questa citazione che si apre il concerto, per il quale Stefania ha concepito varie sezioni in base alle sue preferenze.
Sono le canzoni di Vinicio De Moraes, Toquinho, Jobim a cercare il feeling con il pubblico: atmosfere soft, raffinate, creano l’atmosfera conciliante, mentre la voce di Stefania si dispiega in tutta la sua eleganza. Si succedono “Futuros Amantes”, “Samba e Amor”, “O que serà” e “Inutil Paisagem”: ‘la musica brasiliana sorride sempre – dice Stefania – anche col volto rigato di lacrime’; e cita Goethe, per il quale i paesaggi (amore per la natura) vanno guardati almeno in due, anche se la solitudine ha la sua valenza. E’ molto importante anche l’amore per sé stessi, quando non vuol dire egoismo. E arriva il momento di “Senza chiedere”, title track del suddetto album, un pezzo scritto a piene mani con l’amico Mirko Signorile sui testi di Franco Arminio, del quale vengono ripresi alcuni versi: “incontrarsi per non restare al punto in cui siamo”, perchè la vita è l’arte dell’incontro. Per la musica italiana Stefania sceglie il suo personale omaggio a Mina: “Chi dice non dà” (“Canto de Ossanha” di De Moraes), che parla di amore libero; “Le mille bolle blu”, “Attimo per attimo” e “L’uomo della sabbia”. Non scelte scontate, ma tutte collegate da un discorso coerente e lineare.
La sezione dedicata alla musica di matrice anglosassone comincia con un classico assoluto, quella “Calling You” dalla colonna sonora di ‘Bagdad Cafè’, brano difficilissimo che parte piano per allargarsi in una ampia estensione vocale. Una canzone non da tutti, decisamente, e Stefania con naturalezza sfodera le sue potenzialità: la classe non è acqua, frase abusata ma mai così appropriata in questo caso. L’affascinante “The Power of Love”, inno per celebrare tutta la grande forza dell’Amore, emoziona oltre ogni modo.
Stefania ha scelto due musicisti eccezionali per farsi accompagnare: Fabio Accardi alla batteria e Piero Vincenti alle tastiere. Se il primo si è limitato quasi sempre solo a fornire la ritmica, il secondo tutte le volte che si è concesso degli assolo facendo prendere fiato a Stefania, si è rivelato eccellente pianista, capace di dare vigore con improvvisazioni ispirate, equilibrate ed intelligenti.
Sul finire, come spesso accade, sono arrivate le cose migliori, quando ci si rilassa e viene fuori la spontaneità fuori dall’autocontrollo che ci si impone sul palco. “Ciao, amore ciao” di Tenco viene eseguita con un arrangiamento originale, molto interessante: peccato che sia stato un po’ “sporcato” da qualche ilarità fra i tre musicisti, con Dipierro alle tastiere e Vincenti alla batteria. Ottimo arrangiamento anche quello di “Because the Night”, pezzo di Patti Smith, chiamato a gran voce dal pubblico per il bis.
Alla fine Stefania si avvicina al suo pubblico e sembra una festa di amici. Fra gli applausi.
Dopo Sarita Schena, Badrya Razem e Stefania Dipierro, “Women in Jazz” si concluderà il 9 maggio con Patty Lomuscio accompagnata da Mario Rosini.











