HomePoliticaTelecardiologia, scoppia il caso al Policlinico di Bari

Telecardiologia, scoppia il caso al Policlinico di Bari

E’ stato il Quotidiano Italiano [QUI l’articolo] a far scoppiare il bubbone della telecardiologia presso il Policlinico di Bari. Secondo quanto riportato dal giornale online, infatti, ci sarebbe l’inadeguatezza del sistema di telecardiologia che sta per partire (o meglio, che è partito da questa mattina), con un dialogo pubblicato in cui il dottor Daniele Amoruso (capo ufficio stampa del Policlinico di Bari) affermerebbe che nel pubblico è possibile spendere di più e far funzionare le cose un po’ meno bene ed, infine, che gli incidenti di percorso sono accettabili e rimediabili anche per l’opinione pubblica.

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico. “Apprendiamo delle dichiarazioni scandalose del dott. Amoruso – dichiara la Consigliera regionale Antonella Laricchia (M5S) – e del suo conflitto d’interessi, essendo proprietario insieme a sua moglie di una società, Doctor S.r.l., che, guarda caso, si occupa di commercializzazione e manutenzione di sistemi di monitoraggio sanitari a distanza. Sempre  “casualmente” la stessa Srl è socia di un consorzio in cui figurano le società che gestiscono la piattaforma informatica HELIS, il “prototipo” non ancora certificato dal Ministero della Salute, e sul quale si appoggerebbe il nuovo sistema di Telecardiologia del Policlinico.”

“Peccato – afferma Laricchia – che parliamo di vite umane, fosse anche una soltanto. Proprio per proteggere queste vite umane, da mesi ci occupiamo di questo caso, facendo direttamente visita alla centrale di Telemedicina, richiedendo dei dati che non mi hanno ancora fornito e presentando interrogazioni ed esposti in ogni procura della Puglia. Non c’è più tempo, la Regione fermi quel servizio, prima che sia troppo tardi.”

Subito è arrivata la convocazione dello stesso Amoruso e del direttore generale del Policlinico di Bari Vitangelo Dattoli da parte del presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano, che ha preteso in giornata una relazione sull’articolo pubblicato, con puntuali riferimenti a documenti che parlano di un evidentissimo conflitto di interessi.

Nel tardo pomeriggio di ieri si è tenuta una riunione a Bari con i direttori generali di tutte le Asl e del Policlinico, il capo area dell’assessorato alle Politiche della Salute Vincenzo Pomo, il responsabile del Servizio di Telecardiologia Ottavio Di Cillo, i responsabili dei servizi di emergenza-urgenza di tutte le centrali operative della Puglia e i responsabili territoriali di Bari e Foggia del servizio 118, al fine di verificare lo stato di attuazione del programma di Telecardiologia, che parte a partire da oggi.

Solo nell’area di Taranto, a seguito di esplicita richiesta del capo della centrale operativa 118 di Taranto, si è deciso di proseguire oltre che con il nuovo sistema, anche con il precedente Servizio Cardioonline per ulteriori 15 giorni.

Intanto si sta esaminando la relazione pervenuta da Bari.

Interviene anche Ignazio Zullo, medico e presidente del gruppo Oltre con Fitto in Regione. “Alcune notizie giornalistiche gettano un grave discredito sul  Policlinico di Bari e sul servizio di Telecardiologia. Invitiamo il presidente Emiliano a fare immediatamente chiarezza, a reindossare la toga del magistrato e stabilire qual è la verità dei fatti  e, quindi, verificare la fondatezza di quanto denunciato dal sito, sia per ridare credibilità a un servizio pubblico che viene pagato dai cittadini pugliesi che non meritano certo simili comportamenti, sia, nel caso contrario, per tutelare  l’immagine e la dignità delle persone che vengono tirate in ballo”.

Intanto arriva anche la posizione dei medici pugliesi della Cgil, con la lettera di Antonio Mazzarella a Michele Emiliano, che chiede piuttosto investimenti per una “rete dell’infarto”.

 

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Redazione
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