HomeCronacaCarte di Credito, occhio alla frode!

Carte di Credito, occhio alla frode!

Secondo una analisi del Tesoro il numero di frodi dal 2011 è cresciuto del 300% ed una su due ormai si consuma sui canali telematici. E’ la nuova frontiera con cui si aggrediscono i ceppi monetari dei consumatori. Infatti l’utilizzo spasmodico delle carte di credito porta a distogliere l’attenzione dagli estratti conto, che possono nascondere brutte sorprese.

Inoltre per non suscitare l’attenzione degli Istituti di credito e dei detentori di moneta, le cifre si sono ridotte, in media le transazioni fraudolente sono scese da 177 euro a 151 euro per operazione. Però, nel complesso, c’è stato un aumento nel ritmo operativo. Una meticolosa parcellizzazione della condotta criminosa atta ad eludere i controlli.

Un crollo positivo invece c’è stato nei furti tramite POS, – 12% di somme movimentate e – 18% di movimenti sospetti.

Tuttavia è di buon auspicio osservare come i cosiddetti “pagamenti genuini” siano cresciuti del 6% rispetto al 2013, di contro, quelli illegittimi sono scesi allo 0,0189% del totale.

Un fenomeno sì sotto controllo, ma sempre da monitorare con grande attenzione. Nel frattempo comunque, il Governo si appresta a varare nella Legge di Stabilità una modifica al limite dell’uso del contante. Il premier Renzi ha dichiarato che il tanto vituperato limite a mille euro nei pagamenti contanti, verrà innalzato a tremila euro, adeguandosi alla Francia e dando un po’ più di respiro agli esercenti.

Sulla misura, fortemente voluta dall’NCD, se ne discute da tempo e vede contraria la sinistra più ortodossa, con l’ex segretario del PD Bersani che afferma: “E’ un regalo agli evasori.”

Esulta invece Forza Italia, che con i governi Berlusconi ha visto questo tetto veleggiare sui 12.500,00  € per poi, in virtù delle tempeste finanziarie e dei diktat europei, con Giulio Tremonti all’Economia, ridiscendere a 5.000,00 € per concludersi con un ultimo step a 2.500,00 euro. Last but not least la palla passò a Monti ed il resto è storia recente.

L’importante è che la questione non divenga “vilipendio alla povertà”, perché ogni normativa per spendere soldi, implica che ce ne siano.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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