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Autonomia differenziata. Emiliano parla di “secessione”. Ma cinque anni fa la voleva e la chiedeva

A Michele Emiliano (adesso) non va proprio giù l’autonomia differenziata targata Calderoli e Meloni. Neppure il tempo di pubblicarla in Gazzetta Ufficiale e già parla di “secessione camuffata” sottolineando come “la Meloni è ossessionata dal premierato, e per ottenerlo ha attuato uno scellerato scambio politico che stravolge la Costituzione”.

Intanto per il Governatore pugliese la Regione Puglia con i suoi uffici sta valutando con grande attenzione ogni possibilità, compresa l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale in via diretta della legge Calderoli che, come noto, per le Regioni è possibile solo per violazioni della sfera di competenza regionale.

“In questo momento – ha sottolineato Emiliano – l’unione fa la forza e quindi condivideremo tutte le iniziative che proporranno le altre regioni e che vanno nella stessa direzione”.

Eppure Emiliano 5 anni fa non era assolutamente contrario ad una più ampia autonomia delle Regioni. Anzi. Con una delibera (la 1358 del 2018) dalla Giunta Regionale si scriveva che “emerge la necessità che gli enti territoriali possano incidere, attraverso forme più o meno complesse di partecipazione ai processi decisionali che li riguardano e che impattano sul proprio tessuto socio – economico ovvero incidono sui diritti costituzionalmente tutelati quali, a titolo esemplificativo, quello alla salute, alla salubrità dell’ambiente o alla tutela del paesaggio”.

“La regione Puglia intende predisporre una proposta (al Governo n.d.r.) per attivare le procedure contemplate dall’art.116 co. 3 della Costituzione, per l’attribuzione alla regione Puglia di forme e condizioni particolari di autonomia”.

“Si propone, dunque di avviare il procedimento previsto dall’ art. 116, terzo comma, della Costituzione, ed il susseguente negoziato col Governo ai fini dell’Intesa prevista dal medesimo art.116 specificando anche i temi che saranno oggetto prioritario di negoziazione”.

Insomma, una opportunità per la Regione Puglia per poter ottenere, dal Governo, una più ampia libertà di movimento e legislazione sulle materie di competenza e delega regionale. E cosa è questa se non l’Autonomia regionale (quella prevista dall’allora Governo di centrosinistra?). Cambiano i Governi, e cambiano le posizioni.

Sull’argomento interviene il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo. “Sull’autonomia differenziata Emiliano dovrebbe spiegare perché la sua Giunta, in data 24 luglio 2018, aveva adottato la delibera numero 1358 avente per oggetto ‘Redazione di una proposta di iniziativa per la determinazione di forme e condizioni particolari di autonomia della Regione Puglia sulla base dell’art. 116, comma 3, della Costituzione. Avvio del procedimento’. Voleva forse la secessione della Puglia? Mi permetto di suggerire ad Emiliano di evitare di parlare a gettoni, la sua credibilità è ormai ai minimi termini, non la faccia sprofondare ancora di più perché purtroppo per noi rappresenta istituzionalmente la Puglia e i pugliesi, terra orgogliosa e persone abituate a non parlare secondo convenienza”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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