Peggio della partita odierna forse si può annoverare la trasferta di Crotone. Al Liberati di Terni la squadra di casa segna tre gol al Bari e scappano dall’ultimo posto in classifica. Biancorossi non pervenuti che fanno da spettatori non paganti per tutto il primo tempo regalando spazio e gioco agli umbri. Dalla mediana in giù non si salva nessuno. Sabelli gioca un primo tempo disastroso, commette ogni tipo di errore ad ogni tocco di palla e facendosi puntualmente saltare e superare da Furlan. Al centro Di Cesare cerca di riparare alle falle di un dormiente Contini, mentre poco più su Donati è il giocatore visto negli ultimi mesi: lento, prevedibile e macchinoso. A poco serve la solita grande volontà di Valiani. Davanti continua il momento no di De Luca mentre Maniero e Rosina provano invano a cercare spazi. Difficile farlo però se la squadra non ti segue e non ti supporta. Nel secondo tempo sembra esserci una reazione, ma è a sprazzi e comunque su un binario che era ormai ben definito. Per Nicola una sconfitta amara, ma che semplicemente è espressione di grosse mancanze tattiche già note ai tifosi.
Lo si era detto già delle scorse partite, anche quelle vincenti. Difficile pensare di fare un percorso lungo e duro come quello della serie B senza un’identità tattica ben precisa, con la speranza di aggrapparsi alle giocate individuali di calciatori dall’alta qualità come Rosina o Valiani. Se a questi non riesce il colpo ad effetto, il risultato è quello odierno. Non solo. A far sgranare gli occhi è la modalità con cui gli avversari sono riusciti a segnare per tre volte. I gol umbri sono arrivati con un’assurda facilità. Furlan ha fatto il bello e cattivo tempo sulla fascia sinistra, ma è stata evidente l’inferiorità agonistica dei biancorossi. Lenti, sconclusionati e “molli” sui palloni. Soprattutto sul secondo e terzo gol i neroverdi sono arrivati dalle parti di Guarna quasi passeggiando. La tifoseria è tornata a rumoreggiare. Le vittorie precedenti l’avevano solo assopita, non spenta. Nicola, da par suo, deve comprendere che così non si va da nessuna parte e l’obiettivo minimo dichiarato (“playoff per poi vincerli”, cit.) rischia di sfuggire se non si corre subito ai ripari.











