Nella giornata di oggi otto anni fa, il 12 luglio del 2016 il disastro ferroviario della Bari Nord-Andria-Corato in cui persero la vita 23 persone. Una storia che ha senza dubbio segnato profondamente il Nostro Paese e la storia delle ferrovie italiane. Si tratta di uno dei più gravi incidenti mai avvenuti in Puglia e uno dei più gravi che ha colpito il mondo dei trasporti italiano.
Nella tratta Andria-Corato, quella maledettissima e calda mattina di luglio, qualcosa andò storto nel sistema delle comunicazioni, e due treni ricevettero il via libera per partire in direzione opposta sul binario unico dove impattarono tragicamente.
L’incidente avvenne in un tratto in cui la natura verdeggiante e gli alberi d’ulivo riducevano la visibilità ai macchinisti. Così la curva fu fatale e i due treni, autorizzati a procedere dai due capistazione di Andria e di Corato, si scontrarono frontalmente. L’impatto fu devastante, delle quattro carrozze, tre furono completamente disintegrate.
Le indagini successive confermarono quello che fin da subito fu chiaro, la causa dell’incidente fu un errore umano, fu una cattiva gestione nel sistema delle telefonate che per prassi avvenivano regolarmente prima della partenza dei treni.
A bordo dei due treni c’erano 80 persone, 23 persero la vita, 51 riportarono ferite più o meno gravi. Inoltre, le operazioni di soccorso non furono semplici per la mancanza di una strada che conducesse al luogo della tragedia.
Intanto ieri pomeriggio alla Camera dei Deputati in occasione dell’ottavo anniversario della tragedia ferroviaria sulla linea Andria-Corato l’on. Mariangela Matera, essendo il deputato del territorio, è intervenuta ieri sera per un ricordo delle vittime.
“Intervengo oggi per commemorare un triste anniversario: l’ottavo dall’incidente ferroviario sulla linea Andria-Corato del 12 luglio 2016. Una data che rimarrà indelebile nella memoria di tutti noi, poiché ha segnato una ferita profonda nel cuore della nostra amata Puglia e non solo”.
“In quella tragica giornata persero la vita 23 persone, uomini e donne, figli, pensionati, madri e padri di famiglia che, come ogni giorno, viaggiavano su quei treni raggiungendo luoghi di lavoro, di studio, che si recavano da una provincia all’altra, ciascuno preso dalla propria vita e dai propri pensieri. Ciascuno con la propria storia, i propri sogni e le proprie speranze. Ma quel tragitto, che avrebbe dovuto essere un normale viaggio in treno, si è trasformato in un incubo senza fine”.
“Le parole non possono esprimere il dolore che ancora oggi proviamo per la perdita di queste vite preziose. Le famiglie e gli amici che hanno perso i loro cari sono stati sconvolti per sempre da questa tragedia. E non possiamo dimenticare i 57 feriti e coloro che hanno subito danni psicologici irreparabili”.
“Ogni angolo della nostra Italia merita un sistema ferroviario efficiente, con infrastrutture moderne, treni di ultima generazione, tempistiche di traffico adeguate alle esigenze lavorative, scolastiche e di semplice tempo libero di ogni cittadino. Tutto questo contribuisce all’imprescindibile diritto alla sicurezza, che rende un territorio civile e al passo con i tempi. Possiamo onorare la memoria delle vittime solo agendo, solo impegnandoci per il cambiamento e sono certa che insieme, anche da questi banchi, potremo fare la differenza e garantire un futuro migliore per tutto il Paese. Grazie.”











