I fari sul gioco responsabile non vengono mai spenti. Sostenibilità, equità, consapevolezza, ma soprattutto informazione dell’utente. Sono questi gli obiettivi di un approccio che è sempre più vasto e che trova sponda anche nella tecnologia e nella ricerca.

Una in particolare, quella condotta dall’Università Tor Vergata di Roma, ha confermato l’importanza di un particolare strumento per quanto riguarda la promozione di uno stile di gioco corretto e responsabile: l’autoesclusione. All’interno del report, dal titolo “Per il settore del gioco pubblico in Italia: l’autoesclusione nel gioco fisico”, ha preso le mosse da un’analisi della customer journey con il fine di identificare innanzitutto i principali punti di contatto tra giocatore ed ambiente di gioco, cruciali per attuare le misure di autoesclusione e poi sulla ricerca di soluzioni tecnologiche. In queste fasi è emersa le centralità del servizio di autoesclusione, uno strumento che prevede anche, il monitoraggio localizzato degli autoesclusi e l’alerting automatico connesso ad eventuali tentativi di inosservanza. La ricerca ha avuto lo scopo di realizzare un documento circa la strategia sull’autoesclusione – ha spiegato la ricercatrice Laura D’Angeli – come misura di prevenzione a tutela del giocatore. L’errore comune è parlare di prevenzione fine a sé stessa e non di strategia: per perseguire qualsiasi finalità c’è bisogno di una strategia che non può non prescindere dalle esigenze del giocatore”.

Un esempio di come funziona lo strumento di autoesclusione è dato dalla piattaforma di Big Casino, una delle principali del panorama online. I tre pilastri della sua applicazione sono: i dati del gioco, i luoghi del gioco e infine i modi. Attraverso l’Intelligenza Artificiale si riesce infatti a monitorare le abitudini degli utenti, capendo in anticipo se il rischio di patologia o dipendenza è alle porte. Dopodiché vengono inviati messaggi personalizzati al giocatore, che viene invitato a prendersi una pausa e, appunto, a sospendersi o ad autoescludersi.

L’esempio di Big Casino è la conferma della centralità degli esercenti e degli operatori, come ha sottolineato anche Emmanuele Cangianelli, consigliere delegato FIPE Confcommercio per i giochi pubblici e presidente EGP FIPE, che ha spiegato come gli esercenti e gli operatori debbano avere un ruolo più attivo e meglio definito: “Il sistema di autoesclusione è uno strumento di efficacia totale per favorire un gioco consapevole e nel contesto italiano è urgente migliorare l’efficacia degli attuali programmi di contrasto al gioco patologico puntando su comunicazione, disponibilità, formazione del personale e monitoraggio assistito dalla tecnologia”.

Uno strumento che può essere utilissimo, visti anche gli ultimi dati relativi alle dipendenze dei giovani. La Relazione Annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze, che sottolinea anche un aumento dell’uso di droghe, in Italia segnala infatti un aumento del gioco d’azzardo tra gli adolescenti, specialmente tra i 15 e i 19 anni, considerato preoccupante per il rischio di sviluppare dipendenze più gravi. Intervenire allora diventa un obbligo sociale. Per farlo serve informazione e comunicazione. Affinché tutti conoscano gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme. E sappiano comprendere gli aspetti positivi e quelli negativi della loro attività online.

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