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Che fine hanno fatto i ristori per l’indotto ex Ilva? La Regione Puglia ancora in silenzio

Che fine hanno fatto i ristori tanto attesi dall’indotto dell’Ex Ilva e che, dalla Regione Puglia, ancora non arrivano? Ancora una volta arriva una lettera di sollecito per cercare di sbloccare la situazione da parte dell’Aigi, l’associazione che racchiude la maggior parte (80%) delle aziende che lavorano nell’indotto dello stabilimento siderurgico di Taranto e che da questo dipendono per la loro stessa sussistenza.

Una lettera di sollecito, da ultimo, per chiedere informazioni circa il mancato invio della documentazione concordata e propedeutica all’avvio della soluzione del ristoro regionale parziale a fronte della perdita dei crediti stralciati alle aziende dell’indotto.

Questa l’iniziativa dell’Aigi che intende, con questa lettera, coinvolgere i referenti politici regionali, in primis Michele Emiliano.

Per l’Aigi la delusione è marcata: “per la prima volta avevamo respirato un’aria di serenità e di attenzione per arrivare alla soluzione, in un clima di concretezza politica e tecnica, rara in questi tempi in Italia, dove una Regione e un governo, seppur di colore politico diverso, erano proiettati verso il raggiungimento di un traguardo comune nella risoluzione di una vertenza di un indotto e di una città che hanno tanto patito negli ultimi 10 anni”.

Eppure tutto è ancora fermo.

Del resto, sottolinea Aigi, “la strada appariva che fosse stata già individuata e che sarebbe stato sufficiente far girare un format per raccogliere i dati necessari all’avvio della procedura. Erano state anche concordate le modalità operative con le quali procedere, stesse modalità con le quali noi ci siamo  prodigatati come coordinatori delle complesse procedure Sace che hanno visto il coinvolgimento del Governo, dei Commissari di Adi in as e della stessa Sace. Adesso per una più semplice operazione di tipo regionale, le cose si sono complicate? E quali sono le motivazioni? Siamo confidenti – conclude Aigi – di essere contattati nei prossimi giorni poiché rappresentiamo la quasi totalità delle aziende dell’indotto e che magari tali problematiche siano semplicemente l’effetto di una coda lunga di un periodo di ferie estive”.

Intanto il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia chiede una audizione nel merito della questione per cercare di capire a cosa sono dovuti i ritardi regionali e come poterli superare.

“La Regione non paga i ristori promessi ad un settore che da dieci anni attraversa un momento di estrema difficoltà: su quanto dovuto alle aziende dell’indotto dell’ex Ilva depositerò nelle prossime ore una richiesta di audizione dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, del direttore di Puglia Sviluppo e delle associazioni datoriali. Vogliamo conoscere le ragioni dell’impasse che può avere riverberi nefasti e inaccettabili per l’economia ionica. Si tratta, come è noto, dei ristori a fronte dei crediti stralciati, ovvero di quella parte dei crediti che non saranno riconosciuti nella transazione proposta da Acciaierie. E’ chiaro, quindi, che a fronte di una perdita ormai certa, le aziende non possano minimamente correre il rischio di non ricevere nemmeno i ristori promessi. Sarebbe uno schiaffo intollerabile da parte della Regione Puglia e in Commissione faremo luce su quanto sta accadendo a tutela di una segmento economico fondamentale per Taranto e tutta la provincia”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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